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B        UTTERFLY          TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.





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                         Forse non tutti sanno che... “Aggiungi un posto a tavola”
                         di Cristina De Santis


           Era il 1974 quando a Roma, pre-                                     gria, dolci, tombola, abbracci,
           cisamente al Teatro Sistina, Joh-                                   regali, tanto rosso e oro in ogni
           nny Dorelli andava in scena con                                     angolo  del  salone  dei  miei
           una tra le più belle commedie                                       nonni  e  tanti  parenti,  prove-
           musicali italiane: “Aggiungi un                                     nienti da ogni dove; sembrano
           posto  a  tavola”.  Quante  volte                                   quasi  tanti  Re  Magi,  ognuno
           preparando  la  tavola  abbiamo                                     porta con sé una teglia ricca di
           canticchiato l’omonima canzone                                      ogni leccornia e regali per i più
           del musical e chissà se ci siamo                                    piccini, piccini che a fine pasto
           mai soffermati sul vero signifi-                                    salgono sulla sedia, quasi fosse
           cato di ogni singola parola. “E                                     un  palcoscenico  e  recitano  a
           se qualcuno arriva non chieder-                                     turno  la  poesia  di  Natale.  Ah
           gli  chi  sei…”:  sarebbe  bello,                                   la poesia…il cui protagonista è
           forse anche troppo! Ma cosa re-                                     quel bambino ricciolino nato in
           almente sarebbe bello? Il poter                                     una grotta, perché ai genitori
           tendere  la  mano  a  quel  qual-                                   non  hanno  offerto  un  luogo
           cuno che bussa alla tua porta senza                            caldo  in  cui  venire  al  mondo.
           temere per la nostra persona e per i                           “Quanta cattiveria!”, ci verrebbe da
           nostri cari? Il non aver paura di sor-                         esclamare…ma noi siamo pronti ad
           prenderlo  a  rovistare  tra  le  nostre                       aprire la porta della nostra casa ed
           cose?  Quanto  è  cambiato  il  nostro                         offrire un pasto caldo a quel qual-
           poterci fidare degli altri ed il poterci                       cuno  che  quasi  certamente  potrà
           aprire al prossimo senza remore, ma-                           scaldare  i  nostri  cuori?  Personal-
           gari  imparando  da  quel  qualcuno                            mente  lo  farei  e  sinceramente  un
           che ha origini, tradizioni diverse da                          po’ di timore lo avrei, però credo
           noi e che, quasi sicuramente, ha le                            anche  che  donare  amore,  vero
           stesse  nostre  paure.  Certamente  i                          quello, non sia mai stata causa di
           mass media non ci aiutano, anzi nu-                            tragedie  e  che  invece  possa  dare
           trono le nostre paure più recondite.                           molto…e quindi, se lo facessimo, e
           Ma,  come  per  magia,  arriva  il  pe-                        magari non solo a Natale? Perché
           riodo natalizio: per le strade le lumi-                        in  fondo  il  Natale  quando  arriva,
           narie donano luce ai nostri occhi e ci                         arriva e  noi  dovremmo  “avere  la
           avvolgono  come  una  calda  sciarpa                           mano sempre tesa, correre verso lui,
           intorno  al  collo;  diventiamo  all’im-                       spalancargli un sorriso e gridare: ev-
           provviso  tutti  più  buoni,  più  sorri-                      viva,  evviva…  perché  gli  amici  a
           denti e il nostro pensiero vola a chi                          questo servono, a stare in compa-
           è meno fortunato di noi, a chi tra-                            gnia…dividi  il  companatico,  rad-
           scorrerà  le  Feste  in  solitudine,  senza  un  tetto  doppia l’allegria”. Parliamo con i nostri cari, con
           sopra la testa, a rovistare tra gli scarti del nostro  le associazioni umanitarie o con il Parroco della
           succulento pranzo, con i cui avanzi potremmo       nostra  città  e  regaliamo  un  Natale  pieno  di
           risolvere  il  problema  della  fame  del  mondo!  amore  e  di  speranza  a  lui,  che  non  sa  che  lo
           Non so Voi, ma per me i giorni delle festività     stiamo pensando… abbiamo solo bisogno di in-
           natalizie sono sempre stati semplicemente alle-    contrare la sua mano!


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