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SPORT, STILE DI VITA E COMPORTAMENTO ALIMENTARERE
come recentemente dimostrato, le malattie autoimmuni, in quanto presente nel sistema immunitario, esattamente nel
sistema TH2, ed infine ed è legata all’ipotiroidismo.
E’ molto importante quindi poter definire il valore del calciferolo di ogni persona, per poter attuare il trattamento
personalizzato ad ogni situazione.
nmol/l ng/ml interpretazione
<25 <10 Grave carenza
25-50 10-20 carenza
50-75 20-30 insufficienza
75-125 30-50 Range ideale
125-375 50-150 Possibili effetti indesiderati
>375 >150 intossicazione
Ricordiamo che il fabbisogno giornaliero di vitamina D3 varia in base a diversi fattori:
10 microgrammi: per i neonati dai 6 agli 11 mesi di età, gli adulti e gli anziani fino ai 70 anni,
15 microgrammi: per le donne in gravidanza e in allattamento, i bambini a partire dal primo anni di età, gli adoles-
centi e gli anziani oltre i 70 anni.
Esistono in commercio numerosi farmaci che permettono di ottenerne valori ottimali per ogni esigenza funzionale,
ma non dimentichiamo che i farmaci non sono privi di effetti collaterali, quindi perché non approfittare di ciò che ci
dona Madre Natura? Ebbene si, perché essa infatti è prodotta nella pelle grazie all’azione dei raggi UVB, ma solo ad
alcune condizioni:
luce diretta, non dietro a vetri o finestre;
nelle ore in cui il sole è più alto, tra le 11 e le 15;
da marzo a settembre (in Italia);
senza nuvole e con poco inquinamento atmosferico;
senza protezione solare.
La vitamina D è infatti definita la vitamina del sole, in quanto per soddisfare circa l’80% del fabbisogno giornaliero
di vitamina D3 basterebbe esporsi al sole per almeno 15 minuti, tenendo presente che le persone di carnagione chiara,
a parità di esposizione, producono più vitamina D di quelle di carnagione scura.
Credo sia doveroso fare una considerazione: i popoli del nord, come ad esempio quelli scandinavi, non hanno troppa
disponibilità di sole, infatti in inverno si intravedono bagliori di luce per appena tre ore, dalle 9 alle 12. Situazione
opposta in estate, quando anche dopo il tramonto la città è illuminata dai raggi solari, famoso infatti è il sole di mez-
zanotte.
Nella stagione invernale, quindi, queste popolazioni faranno affidamento su un’altra fonte naturale di vitamina D, la
dieta. L’altro 20% di fabbisogno, infatti, può essere soddisfatto attraverso la giusta alimentazione. I cibi che ne sono
più ricchi sono: l’olio di fegato di merluzzo, i pesci grassi come il salmone e le aringhe, il caviale, il pesce azzurro
(sardine, alici, sgombri), le uova, i funghi, la soia e derivati, i frutti di mare (cozze, ostriche, vongole), il latte ed i
suoi derivati (per chi li tollera), il fegato e le verdure verdi.
Alcuni di questi alimenti sono però da evitare nei tireopatici, ad esempio la soia e i derivati influenzano negativa-
mente la conversione della levotiroxina; coloro che sono affetti da tiroidite, poi, dovrebbero evitare di assumere il
pesce di mare e il sale iodato, sale in cui vi è l’aggiunta di 30 microgrammi di iodio ogni chilogrammo, in quanto
18 • onlusbutterfly.org Rivista n° 13 Dicembre 2018 IN-FORMAZIONE

