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L’INTERVISTA
scindere dalla “coscienza”?
Beh, si è molto discusso su ques-
to tema e il dibattito è certa-
mente aperto, ma soffermandoci
su quanto detto su Schrödinger
e Wigner, possiamo dire che il
soggetto osservatore assume un
ruolo sempre più rilevante, in
quanto coscienza. Vi lascio con
una riflessione in merito, presa
da una delle lezioni di Richard
Feynman su questo argomento. Come forse sapre-
Arrivederci!
te, nei primi del
“Quando osserviamo un certo
fenomeno non possiamo fare a Novecento ci fu una
meno di disturbarlo in una certa sorta di rivoluzione
quantità minima, il disturbo è
necessario per la consistenza del nel campo della fisica
punto di vista. L’osservatore fu
talvolta importante nella fisica classica che portò
prequantistica, ma solo in senso
piuttosto banale. Fu sollevato il alla nascita della fisi-
problema: se un albero in una ca moderna..”
foresta cade e non vi è nes-
suno a sentirlo cadere, esso fa
rumore? Un vero albero che cade
in una vera foresta, fa rumore
naturalmente, anche se lì non c’è
nessuno. […] potremmo chie-
dere: c’è stata una sensazione
del suono? No, le sensazioni,
presumibilmente, hanno a che
fare con la coscienza. E se le
formiche siano coscienti, o se vi
fossero formiche nella foresta, o
se fosse cosciente l’albero, non
lo sappiamo. Lasciamo il prob-
lema come sta.”
[Richard Feynman in una delle
sue lezioni (1961-1963).
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