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CULTURA E SOCIETÀ
Cenerentola”, mite e buona,
rimasta orfana della
mamma e vessata dalla
matrigna e dalle sorellas-
tre, costretta a lavori umili e
vestita con una palandrana
grigia…….”
bini, creando in loro una sensibilità, mie brame chi è la più bella del Il cinema di animazione ha
favorendone una crescita serena. reame?.............”. svolto, poi, un ruolo importante
Solo per ricordarne alcune di queste Hans Christian Andersen ci ha nella diffusione delle fiabe,
Fiabe tra le più famose, penso a “Hansel regalato fiabe che ci inducono unendo alla parola celeberrime
e Gretel”, fiaba originariamente tedesca, a riflessioni psicologiche sem- animazioni, le cui versioni sono
che da fonti d’archivio sembra legata ad pre attuali, solo per ricordarne spesso presenti nelle nostre case
una storia vera risalente alla prima metà alcune: in “cassetta”, come si usava un
del 1600, riscoperta e narrata poi dai “Il Brutto Anatroccolo”, che iniz- tempo, o oggi in “CD”, visti e
fratelli Grimm. ia con una descrizione bucolica rivisti più volte con lo spirito
del paesaggio: “Era così bello sempre di un bambino e senza
“Cenerentola”, mite e buona, rimasta in campagna, il grano era bello trascurare il fatto che le favole
orfana della mamma e vessata dalla giallo, l’avena verde……..gran- raccontate servono ai bambini
matrigna e dalle sorellastre, costretta a di prati, boschi…….e lo schiud- non solo per addormentarsi
lavori umili e vestita con una palandrana ersi delle uova di una mamma ascoltando magari la voce calda
grigia…………….. anatra”, ancora di una persona cara, ma anche
“Cappuccetto Rosso”, che come molte “La Principessa sul pisello”: per consentire loro un sonno
fiabe inizia con: “C’era una volta una “C’era una volta un Principe che sereno e utili riflessioni.
dolce bimbetta a cui la nonna aveva voleva sposare una principessa
regalato un cappuccio di velluto vera…..” e ancora In sintesi le Fiabe fanno bene
rosso…….”. “Il Soldatino di stagno”, poi il alla salute.
“Biancaneve” e la metafora dello spec- resto e il come vanno a finire
chio, al quale la Regina matrigna soleva queste fiabe, ne sono certo, già
domandare: “Specchio, specchio delle lo sapete.
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