Page 22 - Layout 1
P. 22

B        UTTERFLY          TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.





                                                                                     IL BREVIARIO





                        Tiroide e gravidanza: meglio non rischiare!

                        di Arianna Di Paolo


           Nelle donne in età riproduttiva la patologia tiroidea è estremamente frequente, seconda solo al
           diabete mellito. Per questo è importante conoscere quali siano le strategie di prevenzione e di
           cura più adatte per le donne in gravidanza.
           Come sappiamo, gli ormoni tiroidei sono la benzina del nostro corpo: aiutano tutti gli organi a
           crescere correttamente e a svolgere nella maniera più adeguata la propria funzione. In gravidanza,
           poi,  sono  necessari  per  il  corretto  sviluppo  del  feto:  quando  la  tiroide  fetale  non  si  è  ancora
           formata, il feto dipende totalmente dall’apporto di ormoni tiroidei materni; successivamente, gli
           ormoni tiroidei materni fungono da supporto alla tiroide appena formatasi.
           I cambiamenti della donna in gravidanza determinano cambiamenti nel metabolismo tiroideo.
           Diversi studi, come quelli di Yassa L. e colleghi del Brigham and Women’s Hospital di Boston,
           hanno dimostrato un aumento del 20-40% della richiesta degli ormoni tiroidei (T3-triiodiotironi-
           na-  e  T4  –tiroxina-)  in  gravidanza.  Il  loro  livello  nel  sangue,  infatti,  aumenta,  mentre  il  TSH
           (ormone tireo-stimolante) diminuisce.
           Tutte queste fisiologiche modificazioni indotte dalla gravidanza sono di norma ben tollerate da
           chi  ha  una  buona  riserva  tiroidea.  Quando,  invece,  la  situazione  tiroidea  è  precaria  possono
           insorgere  problemi:  può  venire  alla  luce  una  patologia  tiroidea  latente,  oppure  le  alterazioni
           preesistenti alla gravidanza possono rendere incapace la tiroide di aumentare il suo lavoro come
           necessario, con conseguente sofferenza per il feto.
           Studi  europei  e  americani  hanno  dimostrato  che  l’ipotiroidismo  materno  (cioè  uno  stato  di
           ridotta funzionalità tiroidea) manifesto o subclinico può essere responsabile talvolta ad aumento
                                              delle complicanze della gravidanza (morte fetale, nascita pre-
                                              termine o distacco della placenta) e a problemi nello sviluppo
                                              cerebrale del feto; inoltre può predisporre il neonato a sviluppare
                                              nell’adolescenza e nella prima età adulta patologie tiroidee e
                                              non tiroidee (ad esempio epilessia, autismo, deficit dell’attenzione,
                                              iperattività e patologie psichiatriche).
                                              Anche l’ipertiroidismo materno (cioè uno stato di iper-funzionalità
                                              tiroidea) è stato collegato con un aumento delle malformazioni
                                              fetali, soprattutto se insorto nel primo trimestre di gravidanza.
                                              L’aspetto positivo è che, con una appropriata gestione delle al-
                                              terazioni  tiroidee  in  gravidanza,  è  possibile  minimizzare,  se
                                              non eliminare del tutto, le possibili complicanze per la madre e
                                              per il feto.
            Foto da  Carney La et alt. Thyroid disease in
            pregnancy. American Family Physician.
           Pertanto cosa consigliare ad una donna che vuole intraprendere una gravidanza?
           Per  le  donne  con  sintomi  di  patologia  tiroidea,  in  stato  di  gravidanza  o  che    desiderano  una
           gravidanza, un controllo del metabolismo tiroideo è d’obbligo.
           Anche per le donne senza sintomi ma con aumentato rischio* di patologia tiroidea è opportuno
           effettuare  uno  screening  in  gravidanza,  così  come  indicato  dalle  linee  guida  dell’American
           Thyroid Association, l’associazione scientifica di riferimento per quanto concerne la tiroide.
           È, invece, argomento dibattuto nella letteratura scientifica se effettuare lo screening tiroideo a
           tutte le donne in gravidanza asintomatiche e non ad alto rischio.

     22
   17   18   19   20   21   22   23   24   25   26   27