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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly

















                                            importanti per il proseguimento dell’iter diagnostico. Per non in-
                                            correre in conflitti di interessi è stato consigliato alle famiglie di
                                            sottoporre il referto al proprio medico curante per effettuare, ove
                                            ritenuto opportuno, l’eventuale ampliamento dello studio del ra-
                                            gazzo.
                                            Dall’altro lato, grazie all’informatizzazione dei dati e al lavoro del
                                            Prof. Franco Culasso, è stato possibile elaborare statisticamente i
                                            dati ottenuti, in modo da ricavarne quadri riassuntivi e in modo
                                            da poter fornire alle scuole un report dei risultati.
                                            Per le variabili quantitative (età, punteggio ottenuto al questionario
                                            dei  sintomi  e  all’ecografia,  etc),  sono  stati  effettuati  dei  test
                                            statistici  per  valutare  se  le  differenze  riscontrate  tra  le  medie
                                            ottenute nelle diverse fasce d’età (classe terza media vs seconda
                                            media) e/o nelle diverse scuole fossero statisticamente significative.
                                            Per le variabili qualitative (positività o meno ai sintomi, all’ecografia,
                                            etc), invece, si è valutato se la frequenza di positività o negatività
                                            fosse diversa nelle diverse scuole e/o nelle diverse fasce d’età.
                                            Dai test effettuati è stato riscontrato che i ragazzi delle seconde
                                            medie (età media 12 anni) manifestano meno dei ragazzi di terza
                                            media  (età  media  13  anni)  i  sintomi  di  una  patologia  tiroidea.
                                            Questo dato conferma la nostra convinzione scientifica secondo
                                            cui  le  rapide  modificazioni  dell’assetto  ormonale  negli  anni  di
                                            crescita determinano uno stress sulla tiroide in grado di scatenare
                                            l’insorgenza della patologia nei soggetti predisposti. Con il nostro
                                            progetto abbiamo confermato la necessità di effettuare lo screening
                                                                                tiroideo  in  fase  precoce,  cioè
                                                                                nella fascia d’età 11-12 anni e,
                                                                                per le ragazze, in fase pre-me-
                                                                                narca, prima cioè che lo stress
                                                                                dello sviluppo puberale produca
                                                                                la patologia manifesta. Un ra-
                                                                                gazzo/a con sintomi tiroidei evi-
                                                                                denziabili  già  prima  dello  svi-
                                                                                luppo, infatti, andrà molto più
                                                                                facilmente incontro a patologia
                                                                                tiroidea nel passaggio dalla fase
                                                                                pre-puberale a quella puberale;
                                                                                perché siano efficaci, pertanto,
                                                                                le  strategie  di  prevenzione  e
                                                                                cura vanno messe in moto prima
                                                                                che lo sviluppo avvenga.
                                                                                Per quanto riguarda l’ecografia,
                                                                                poi, questa si conferma essere

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