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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
avevamo programmato un progetto per la costituzione di corsi di
laurea breve in Medicina, nel distretto di Bamenda (oltre 500.000
persone).
Nel frattempo mi ero resa conto che l’attività fin lì svolta risultava
irreversibilmente condizionata dall’approccio tradizionale che si
limitava, e tuttora si limita, a indicare la terapia medica e/o
chirurgica una volta insorta e accertata la patologia. Per contro, in
molti casi sarebbe sufficiente un’idonea prevenzione per evitare
l’insorgenza della patologia, così da limitare grandemente gli
effetti individuali e collettivi, economici e non, conseguenti all’in-
sorgenza della patologia.
Tale approccio, se risultava indicato in Italia, risultava ancor più
valido in paesi, quale il Camerun, dove la popolazione dispone di
risorse ben inferiori e dove vi è una marcata incidenza di malattie ti-
roidee. L’Arcivescovo comprese immediatamente l’approccio: co-
minciammo a verificare come avremmo dovuto muoverci. Al contempo
mi resi conto che tutto questo era incompatibile con l’impegno uni-
versitario al quale avevo dedicato gli ultimi 30 anni di vita.
Di lì i passi successivi, pur se non semplici, furono inevitabilmente
consequenziali: le dimissioni dall’Università, la costituzione della
Onlus Butterfly.
Perché Butterfly?
La farfalla evoca la forma della tiroide ed anche i disegni a pois
sulle ali richiamano in particolare quei noduli circolari del parenchima
tiroideo che sono così frequenti. Inoltre la farfalla è anche un
simbolo di libertà, non solo per l’aspetto legato al volo, ma anche
perché la sua breve vita non le consente distrazioni.
Ma, a ben vedere, anche per noi la vita non è poi così lunga da
consentirci di ignorare l’essenziale.
Poi la partenza per il Camerun.
Lì la compagnia attenta e rispettosa di Suor Imelda, collaboratrice
dell’Arcivescovo, mi fece conoscere la realtà locale e, soprattutto,
i medici, le infermiere e i volontari del posto che si battevano per
ottenere il meglio con niente...
Proprio nelle serate in Camerun nacque il progetto “BxB”: Butterfly
per Bamenda, scritto insieme a mio marito in accordo con l’Arcive-
scovo.
Ed eccoci ai giorni nostri.
La dott.ssa Di Paolo, per tutti Arianna, insieme a Cristina De
Santis, volontaria (in attesa di laurearsi a breve), stanno per partire
per il Camerun per un periodo di circa un mese.
È proprio vero: il tempo vola non solo per le farfalle.
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