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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
Il progetto prevede anche
la prevenzione in età scolare.
l’Università Sapienza di Roma. Cercavamo soprattutto la collabo-
razione fra la Scuola delle scienze mediche ed infermieristiche di
CATUC e la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Sapienza
di Roma. La Professoressa Grilli era la persona designata dalla Sa-
pienza come interlocutore principale. Quando ho saputo che è
Specialista in Chirurgia ed in Endocrinologia, con un’esperienza
pluriennale nel campo delle malattie della tiroide, abbiamo iniziato
a parlare dell’incidenza di questa malattia in Camerun, in particolare
nella nostra regione: così è nata l’idea del progetto “BxB”.
In che cosa consiste?
Il progetto vede come obiettivi lo studio epidemiologico di questa
malattia nella nostra regione, la sua diagnosi e cura, senza dimen-
ticare l’importante aspetto della prevenzione.
Perché ritiene che sia utile un progetto volto alla prevenzione e
cura della patologia tiriodea nella sua Arcidiocesi?
Sembra che l’incidenza di questa patologia sia molto alta nella
nostra regione; sono tante le persone che ne soffrono e ne
muoiono. Ad esempio, anche un prete del mio gruppo di collabo-
ratori soffre di questa patologia e per lui la diagnosi è arrivata
troppo tardi. Anche se è stato operato, la cura non è efficace e
soffre molto frequentemente per gli effetti della mancanza di
calcio. È necessario ed urgente diagnosticare, curare e prevenirla
soprattutto nei giovani. La tiroide è alla base di tanti altri problemi
di salute: cretinismo nei bambini, problemi visivi, obesità, problemi
cardiologici ecc.
Crede che la popolazione risponderà bene al progetto?
Si, penso che la popolazione risponderà bene al progetto. Le
persone a cui abbiamo già sottoposto il questionario sui sintomi
da voi inviatoci aspettano con ansia il giorno della visita e del-
l’ecografia di “screening”.
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