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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
La dieta a bordo:
strategie di alimentazione
e... di sopravvivenza
Editoriale a storia dell’alimentazione a bordo delle navi è un argo-
mento di cui è possibile rinvenire tracce anche nella Bibbia.
LNel libro della Genesi (6.21) è riferito che proprio Dio ordinò
a Noè, nella prospettiva dell’imminente diluvio, di fare abbon-
dante scorta di cibo e di acqua potabile per i suoi familiari per i
molti animali che stava per imbarcare a bordo dell’arca.
Anche nei classici dell’epica ellenica sono rinvenibili cenni all’ap-
provvigionamento della cambusa. Proprio Omero riferisce che in
occasione della partenza dall’isola di Calipso (ma non solo) Ulisse
si premurò di imbarcare cibi ed acqua per i suoi marinai.
Invero, con diverse abilità e fortune, quasi tutti i popoli del Medi-
terraneo furono costretti, vedasi in particolare i Romani, a confron-
tarsi con la navigazione.
Ma si trattava, in linea di massima, di navigazione costiera in cui la
lontananza dalla terra si protraeva al massimo per pochi giorni.
D’altronde la prossimità alle coste, oltre a consentire di riparare in
di Paola Grilli porti e ridossi laddove il tempo volgesse al peggio, permetteva
anche l’approvvigionamento di generi alimentari. Approvvigiona-
mento a volte pacifico, a volte nella forma della razzia in danno
delle popolazioni rivierasche.
Ricostruzione attuale di una caravella
dell'epoca romana
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