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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
Serenissima, le “Fraterne”, ovvero confraternite di marinai vigilano
sulla fornitura dei beni destinati alle cambuse.
Inoltre si afferma l’uso per i marinai di avere a bordo una piccola
provvista personale.
Il Rinascimento è occasione di ulteriori innovazioni anche per il
vitto dei marinai al cui benessere è affidato il successo del viaggio.
Il trattamento dei marinai migliora. Oltre alle note zuppe e al bi-
scotto si affianca una porzione di carne salata e/o di formaggio e
di una quantità variabile di vino e dell’aceto col quale disinfettare
e “migliorare” l’acqua contenuta nelle cisterne della nave e che
dopo alcuni giorni dalla partenza iniziava ad imputridirsi.
Inoltre la maggior lunghezza dei viaggi richiese di fronteggiare lo
scorbuto che colpiva ed uccideva molti marinai del tempo.
Il Capitano James Cook elaborò una apposita dieta a base di crauti,
estratti di malto, marmellata di carote, succo di limone e brodo ve-
getale.
Nel secolo XVIII il vitto dei marinai a bordo della navi del re di Fran-
cia era il seguente:
- rancio grasso (domenica, lunedì, martedì e giovedì): tre libbre di
carne di bue e brodo di bue;
- rancio magro (mercoledì, venerdì e sabato): a pranzo 28 once di
baccalà con 1/4 di pinta d’aceto e 1/8 di olio d’oliva – in alterna-
tiva tre once di formaggio d’olanda, rivestito della nota paraffina
rossa per conservarlo meglio a bordo; a cena 28 once di legumi,
mezzo litro d’olio e mezzo d’aceto.
Occorre attendere il XIX secolo per veder integrare la dieta del ma-
rinaio con il caffè (o thè nella navi inglesi) e il tabacco.
La fine di un vitto nella tradizione da millenni avvenne con l’intro-
duzione dei frigoriferi a bordo delle navi.
Le prime navi dotate di celle frigorifere vere e proprie (e non già
di ghiacciaie) furono quelle del Lloyd Triestino.
Il che segnò, almeno in mare, la fine di un’alimentazione fondata
sulla “galletta”.
“ Questo numero lo abbiamo dedicato essenzialmente al mare e a
tutto ciò che ad esso è correlato. Spero che la lettura sia interes-
sante...”
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