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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
Tra le braccia di Morfeo
Q riamo in ballo è Morfeo, convinti di riferirci alla divinità del
Cultura e Società uando parliamo di sonno, il personaggio più celebre che ti-
Sonno. “Sono caduto tra le braccia di Morfeo…”
In realtà commettiamo un errore: non è al dio del Sonno che ci ri-
volgiamo invocando Morfeo, bensì a suo figlio. Morfeo è infatti fi-
glio di Ipno e della Notte e ha diversi fratelli: Momo, Icelo,
Fobetore e Fantaso.
Nella mitologia greco-latina la figura di Morfeo così descritta pare
sia da attribuirsi ad Ovidio, che, nelle Metamorfosi, diede un nome
ai tre figli di Ipno: Morfeo, Fobetore, Fantaso. Nei precedenti let-
terari, infatti, la divinità del Sonno aveva caratteristiche e genea-
logia diverse: per Esiodo, ad esempio, i sogni erano figli della
Notte, mentre nell'Iliade e nell'Odissea la figura di Oniro riassume
in sé le caratteristiche delle altre divinità .
Il nome morfeo (gr. Μορϕεύς, lat. Morphĕus) deriva da μορϕή
«forma» ed, infatti, Morfeo era il “modellatore dei sogni”, il dio
di Arianna Di Paolo che faceva prendere ad essi la forma umana; gli altri fratelli, al con-
trario, inviavano agli uomini addormentati i sogni con altre forme:
Fobetore quelli con animali e Fantaso quelli con oggetti inanimati.
Nell’iconografia tradizionale Morfeo viene raffigurato con grandi
ali di farfalla che battono senza far rumore e gli permettono di an-
dare rapidamente da una parte all’altra della terra. Ha spesso un
mazzo di papaveri in mano, perché la mitologia vuole che provochi
i sogni sfiorando i papaveri sulle palpebre degli addormentati.
Spesso è anche accompagnato da una cerchia di folletti che rap-
presentano le illusioni.
Morfeo
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