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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
Bamenda, Camerun, Central Africa, Febbraio 2016
“La preparazione della Missione Umanitaria – ci riferisce il Prof. A.
Ortensi – è iniziata in Italia quando il Dott. Andrea Panunzi, pur
non potendo recarsi in Camerun, è stato incaricato di preparare
(con meticolosa cura dei dettagli) l’elenco dei materiali e dei
farmaci necessari alla missione, anche attraverso una ricognizione
con l’anestesista e con la responsabile sanitaria dell’Arcidiocesi di
Bamenda, Suor Imelda, al fine di ottimizzare le eventuali peculiarità
prima della partenza.
Grazie alle Case di Cura “Fabia Mater” e “Ars Medica”, più preci-
samente alla Dott.ssa Guarnieri e al suo gruppo, proprietari delle
Istituzioni, e alla direttrice dell’Ars Medica, Signora Pappalardo
sono stai messi a disposizione lo strumentario chirurgico ed il ma-
teriale di sala operatoria non disponibile a Bamenda. Una parte
del materiale è stata spedita in Camerun circa 15 giorni prima
della partenza, il resto è stato portato come “bagaglio” dai singoli
componenti dell’équipe, sforzo organizzativo non irrilevante.
Il 3 Febbraio l’equipe è partita per Douala; il trasferimento fino a
Bamenda, invece, è avvenuto in auto nelle 8 ore successive
all’arrivo, su strade piuttosto difficili.
Il primo giorno operativo è stato quello successivo all’arrivo a Ba-
menda ed è stato dedicato alla ricognizione della struttura ed al-
l’organizzazione del lavoro. Il primo impatto è stato un po’ crudo:
la clinica Saint Blaise dell’Arcidiocesi di Bamenda è una piccola
struttura con un edificio per la degenza ed altri tre locali apposi-
tamente ristrutturati per la chirurgia: è stata allestita una “sala
operatoria” con 2 sale adiacenti per l’entrata e preparazione dei
pazienti ed una sala adiacente per la sterilizzazione. Si è provveduto
ad istruire due volenterosi infermieri camerunensi alle regole di
sterilità (porte chiuse, indossare abiti idonei, calzature adatte), si-
tuazioni certamente istintive per i nostri paesi occidentali, ma non
in queste regioni.
In realtà, superato il momento di iniziale disorientamento, nel giro
di poco tempo tutti si sono messi al lavoro. Suor Imelda – continua
il Prof. Ortensi – mi ha coadiuvato durante le visite dei pazienti
inseriti in lista operatoria, mentre il resto dell’équipe dava un’orga-
nizzazione logistica alla sala operatoria ed a tutto il materiale;
l’anestesista si è dedicato in parte alla valutazione preoperatoria
dei pazienti ed in parte alla verifica del corretto funzionamento del
respiratore, dei monitor e delle bombole di ossigeno.
Alcune soluzioni nell’immediato sono sempre state raggiunte
grazie alla cooperazione con il Prof. Valerio D’Orazi, il cui ruolo di
coordinamento logistico è stato fondamentale nei momenti di
maggiore difficoltà organizzative.
La luce della lampada scialitica non era potentissima, ma l’équipe
di Microchirurgia era dotata di Occhiali ad Ingrandimento Ottico
4,5x e luci ausiliarie a led.
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