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B        UTTERFLY          TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.




                                            La settimana bianca


                                            diverte, ma… attenti agli


                                            infortuni sugli sci!





                 Sport, stile di vita                egli anni ’50 lo SCI era uno sport per pochi appassionati e
                                                     l’attrezzatura era piuttosto rudimentale. Chi può dimen-
                 e comportamento            Nticare la sequenza del film di Hitchcock “IO TI SALVERO’”
                           alimentare       con Ingrid Bergaman e Gregory Peck?  L’articolazione più soggetta

                                            agli  infortuni  era  la  caviglia.  C’è  stata  una  prima  evoluzione
                                            quando gli “attacchi” permettevano al piede di sganciarsi dagli sci.
                                            Ma lo “scarpone” era basso a livello della caviglia. Nel caso di per-
                                            dita di equilibrio e di cadute le fratture dei malleoli, la rottura
                                            dei legamenti laterali erano all’ordine del giorno. Più rara risul-
                                            tava  la  lussazione  dei  tendini  peronieri.  L’immagine  più  fre-
                                            quente era quella dello sciatore disteso a letto con la gamba in
                                            trazione avvolta in un voluminoso gesso!
                                            Negli anni ’70 l’attrezzatura è stata molto migliorata. Lo scarpone
                                            da sci è stato innalzato ben otre i malleoli per proteggere la cavi-
                                            glia tenendola bloccata. Nella moderna pratica dello sci è il ginoc-
                                            chio a dover sopportare tutte le sollecitazioni che provengono dai
                                            repentini cambi di direzione e dalla continua modifica dell’assetto
                                            del corpo da “monte” a “valle” con il conseguente spostamento
                                            del peso del corpo alternativamente sulle due ginocchia. Nei casi
                           di Andrea Scala
                                            in cui il coordinamento motorio non è perfetto il ginocchio subisce
                                            distorsioni che possono essere gravi. La lesione più comune è la
                                            rottura (parziale o totale) dei legamenti collaterali (mediale o
                                            laterale) che si accompagna quasi invariabilmente alle lesioni del
                                            menisco (mediale o laterale). La lesione ancora più grave che su-
                                            bisce il ginocchio nello sci è la rottura del legamento crociato an-
                                            teriore.  Con  l’aumento  dell’abilità  sportiva  aumenta  anche  la
                                            pendenza delle piste e la velocità diviene elevata. Si possono allora



























                              “Io ti salverò”.
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