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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
PROFESSIONI E FORMAZIONE
PILLOLE DI DIRITTO
Gli usi civici
di Mario Rosati
Secondo taluni, uno dei passaggi più significa-
tivi nell’evoluzione dell’umanità può essere rin-
venuto nel passaggio dalla condizione nomade
a quella stanziale.
La condizione nomade teneva in minima consi-
derazione la proprietà fondiaria atteso che l’es-
senza stessa del nomadismo richiedeva, come
tutt’ora richiede in alcune residue ipotesi, la
fruizione temporanea di un dato territorio poi
abbandonato in favore di altri.
Quando la complessità delle relazioni e l’amplia-
mento delle comunità ha reso non più conve-
niente la condizione nomade, le comunità sono
divenute stanziali e la prima da pastore-racco-
glitore divenne coltivatore.
Di qui un capovolgimento nell’ approccio col
territorio e tra gli stessi componenti della collet-
tività. Con riferimento al contenuto intrinseco, l’uso ci-
Con la stanzialità, la proprietà era non più fruita vico può atteggiarsi come un vero e proprio di-
dalla collettività, ma dai singoli proprietari che ritto di proprietà collettiva, ovvero come diritto
avevano la necessità di affermare l’esclusività collettivo, sempre di natura demaniale, su beni
del godimento della proprietà fondiaria nei ter- altrui (per intenderci come una sorta di usu-
mini in cui per grandi linee è pervenuta fino a frutto a tempo e a beneficiari indeterminati). In
noi. quest’ultimo caso esiste un proprietario del
Tuttavia residuano tutt’oggi, accanto alla più fondo che, in ragione dell’uso civico, è tenuto
comune proprietà individuale, diritti o proprietà che i componenti di una data collettività ne frui-
collettive spettanti ai membri di una data col- scano per le ricordate finalità (legnatico, pa-
lettività su determinati beni denominati “dema- scolo, etc).
nio civico”. Per altro verso, l’origine dell’uso civico ne con-
Queste forme di proprietà collettiva integrano nota il contenuto specifico nell’ambito della
i c.d. usi civici. stessa tipologia.
Gli usi civici sono sopravvissuti fino ai giorni in L’uso civico di pascolo risulta coerente con la
ragione di un’oggettiva utilità socio-economica collettivizzazione dell’utilizzo del terreno pro-
e, sotto il profilo formale, in virtù del c.d. “im- prio delle tribù germaniche e degli altri popoli
memorabile” ovvero di una consuetudine con- nomadi prima che si stanziassero su un dato ter-
solidata e conforme al diritto. ritorio.
Il contenuto degli usi civici è estremamente di- L’uso civico di legnatico e di spigolare, per con-
versificato avuto riguardo alla sua estrinseca- tro, appare più coerente con l’esigenza avver-
zione: è molto diffuso l’uso civico di pascolo a tita in epoca feudale di temperare il regime
quello di alpeggio, quello di legnatico e di spi- assoluto dei proprietari delle terre e di assicu-
golare (ovvero raccogliere le spighe dopo la rare mezzi minimi di sopravvivenza al popolo
trebbiatura con le famose spigolatrice di Sapri). (una sorta di assistenza sociale ante litteram).
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