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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly































                                            L‘espressione viene usata sia per manifestare uno stato emotivo,
                                            sia come strumento di comunicazione nel rapportarsi con gli altri.
                                            Nel primo caso il sorriso è spontaneo e involontario, compatibil-
                                            mente con il carattere e le attitudini della persona. Nel secondo
                                            caso invece il sorriso è incanalato in un codice di comportamento
                                            e può essere dunque semplicemente una forma convenzionale di
                                            approccio. Un sorriso può essere dunque più o meno sincero e
                                            spontaneo, e non sempre sottintende un atteggiamento di aper-
                                            tura verso l‘altro quanto piuttosto l‘espressione di un personale
                                            stato d‘animo.
                                            Tramite la vista e l’udito, il cervello rileva uno stimolo risorio. Dal
                                            talamo e dai nuclei lenticolari e caudali parte l’impulso del riso che,
                                            tramite i nervi facciali (presieduti dal VII nervo cranico), stimola i
                                            muscoli risorio e zigomatico. L’intensità dell’impulso arriva a coin-
                                            volgere il diaframma e i muscoli addominali. La bocca si apre, il
                                            ritmo cardiaco sale fino a 120 pulsazioni al minuto, le spalle si sol-
                                            levano, aumenta l’ossigenazione nei polmoni, lo stomaco attiva
                                            processi digestivi. “Il riso scende dall’alto, dalla mente cosciente
                                            all’istinto viscerale”.
                                            Pur sapendo che il sorriso non ha età, l’estetica del sorriso, che si
                                            occupa del miglioramento complessivo del sorriso, è comunque  un
                                            obiettivo a cui concorrono molteplici elementi: denti, struttura
                                            ossea, gengive, labbra e cute periorale.
                                            Per ottenere un risultato ottimale è necessario l‘intervento di pro-
                                            fessionisti specializzati nel trattamento estetico dei diversi distretti
                                            facciali: il medico odontoiatra, il chirurgo orale, il dermatologo,
                                            l’oculista e il chirurgo estetico.
                                            La stretta collaborazione fra le diverse professionalità consente di
                                            offrire ai pazienti il sorriso ideale sotto ogni aspetto.
                                            È necessario, quindi, mantenere le strutture deposte alla fabbrica
                                            del sorriso in ordine, direi in buona salute, per garantire la libertà
                                            del sorriso a tutti.




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