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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
serotonina viene prodotta a livello intestinale e questo spiega ancor
più la connessione esistente tra il buonumore e l’alimentazione.
Inoltre, non va dimenticato che a livello intestinale vi è un ricco
plesso nervoso che permette la constante “comunicazione” tra l’in-
testino e l’encefalo. Anche le migliaia di batteri che costituiscono
la flora intestinale “buona” sono coinvolti in questo fitto scambio
di informazioni tra l’intestino e il sistema nervoso. Studi clinici, in-
fatti, hanno dimostrato che la presenza di questi batteri regola la
corretta digestione, abbassa il livello di infiammazione e protegge
contro i batteri “estranei” che potrebbero portare allo sviluppo di
patologie.
Ci sono, poi, anche altri aminoacidi alla base della produzione di
precursori di ormoni che regolano le “emozioni”. Un esempio è la
fenilalanina, anch’esso un aminoacido essenziale. Dalla fenilala-
nina si origina la tirosina, che a sua volta media la formazione della
dopamina, neurotrasmettitore che naviga tra stress ed emozioni
derivate dal piacere.
Oltre ad essere il cibo che mangiamo ad influenzare il nostro stato
d’animo, è vero anche il contrario. Il legame che lega il cibo al no-
stro benessere è, infatti, un rapporto circolare: da un lato una dieta
ben equilibrata si traduce in benessere anche psico-fisicafisico (chi
è che non ha provato un senso di malessere dopo lunghi periodi
in cui ha mangiato in maniera non sana o diversa dal solito?), dal-
l’altro il nostro stato d’animo modifica il nostro desiderio di man-
giare alcuni cibi piuttosto che altri. Ad esempio, in periodi di forte
tristezza o stress siamo più propensi a mangiare cibo dolce o estre-
mamente calorico (il cosiddetto comfort food) perché il nostro or-
ganismo si trova nella condizione di necessitare energia “a pronto
rilascio” per far fronte ad una condizione di stress.
Come abbiamo visto, il legame tra nutrizione, corpo e psiche è tal-
mente intrecciato che la sua complessità ancora non è stata com-
presa in toto dalla scienza, ma il fatto positivo è che la psichiatria
nutrizionale e le altre discipline mediche stanno dando sempre più
spazio alla ricerca in questo campo per arrivare ad una conoscenza
ampia di queste interrelazioni e fornire indicazioni sempre più al-
l’avanguardia alle persone di tutte le fasce d’età. Noi, che della for-
mazione abbiamo fatto il nostro motto, siamo fiduciosi in queste
nuove prospettive!
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