Page 17 - Layout 1
P. 17
Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
Il sorriso
Sport, stile di vita l sorriso è certamente una delle cose più semplici e spontanee
che una persona è portato a fare nella sua giornata e nella sua
e comportamento Ivita. Se cercassimo la definizione di “sorriso” sul dizionario,
alimentare troveremmo: espressione del volto umano. Tuttavia è sicuramente
semplicistico e banale riassumere in quattro parole, quello che un
unico gesto può voler significare. La credenza comune è spinta a
fare del sorriso un’espressione di gioia e felicità, ma da tempo i
grandi filosofi, scienziati, artisti e letterati, ci hanno dimostrato che
non è così. Addirittura, analizzando lo sviluppo umano, si sono po-
tute fare numerose deduzioni sulla dinamica evolutiva, grazie ai
confronti di sorrisi di diverse specie viventi. La primatologia tedesca
ha dimostrato quanto sia forte l’analogia del riso tra l’uomo e i pri-
mati, facendo quindi di questa espressione del viso un motivo di
ricerca e studio.
Fu poi Darwin che considerò queste deduzioni dal punto di vista
scientifico e anatomico, definendo quali erano i veri caratteri del
sorriso. La deduzione filosofica cambiò circa trent’anni dopo con il
filosofo francese Bergson. Egli ha parlato del comico e delle azioni
di Alessandro Orefici che nella nostra vita suscitano il sorriso e il divertimento. Da questa
particolare analisi, il sorriso è apparso come un castigo volto a sot-
tolineare quali difetti umani rendono una persona insociale e ina-
datta. Il carattere fondamentale del sorriso, sottolineato
dall’autore, è di ammonimento e denuncia sociale, che quindi ne-
cessita di un rapporto tra persone, tra umani.
Sulla scia di queste affermazioni possiamo analizzare diverse pro-
duzioni letterarie, che hanno considerato i diversi valori che può
assumere il sorriso. Innanzitutto l’antica satira latina aveva come
scopo quello di suscitare il riso delle persone, ma un riso, che fosse
ironico e sarcastico, che potesse denunciare i fatti sbagliati nelle
società.
Per primo Lucilio, poi Persio e Giovenale, per arrivare fino a Mar-
ziale, scrissero satire o epigrammi brevi e ricchi di ironia, che ave-
vano come scopo proprio quello di far sorridere le persone,
insegnando. Poi, con l’avvento di un autore della letteratura ita-
liana, il sorriso si è colorato di un altro aspetto, più inusuale e par-
ticolare: grazie a Luigi Pirandello, si è potuto parlare del
sentimento del contrario.
Il sorriso amaro che non nasce spontaneamente nella gente, ma
che è frutto di riflessione su un evento che inizialmente, sembrava
attirare la nostra attenzione con la comicità. Ancora, nell’arte e
17

