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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly






                                            “A prescindere, la risata


                                            non può avere copione”





                        Le interviste            l Principe Antonio de Curtis, in arte TOTÒ, appartiene a quella
                           impossibili           categoria di personaggi che potremmo definire “i geni della
                                            Irisata”, maschera impareggiabile, animale del palcoscenico,
                                            istrione e poeta, basti pensare a due capolavori “La Livella” e “Ma-
                                            lafemmina”. Quest’anno sono cinquanta anni che ci ha lasciato,
                                            tuttavia ci rivolgiamo idealmente a lui nella convinzione che le ri-
                                            sposte immaginarie vengano direttamente dal suo spirito di inter-
                                            prete della risata, mai fine a se stessa.

                                            Che cosa è una risata?
                                            È il parlare con ironia degli aspetti della vita (“La vita …… è una
                                            cambiale” da “Signori si nasce”), della morte (“La vedova è la mo-
                                            glie di un cadavere” da “Totò cerca casa”), dell’amore (“La donna
                                            è mobile e io mi sento un mobiliere” da “Signori si nasce”); sono
                                            semplici battute ma distraggono la mente e ci consentono di ri-
                                            dere.
                          di Pietro Graziani
                                            Lei si sente un genio della risata?
                                            Certo un genio inaccessibile ai tromboni e alle trombette di quella
                                            cultura che esclude le persone semplici.


                                            Lei ha lavorato tra gli altri anche con Pasolini che può dire?
                                            Certo in “Uccellacci e uccellini”, che tutto è tranne che un film co-
                                            mico, anche se non mancano aspetti ilari e forse potevamo ancora
                                            proliferare, ma sono uscito anzitempo dalla vita.

                                            Lei come si pone con la letteratura?
                                            Bene, benissimo, (ricordo ad esempio come Giulietta e Romeo non
                                            potevano sposare per colpa delle loro famiglie: i Cappelletti e gli
                                            Agnolotti da “I tartassati”).

                                            E con lo sport che rapporto ha?
                                            Sia il calcio dove i giocatori sono i pallonari, poi vede io non sono
                                            esistenzialista, sono romanista democratico ma qualche volta tifo
                                            Napoli (“Totò all’inferno”).


                                            Dal mondo della scuola che ispirazione ha tratto?
                                            Vede i genitori pagano le lezioni private ai figli e la riflessione che
                                            ho tratto è che il sapere non si noleggia, ragazzi miei, benché
                                            alunni, siete cretini.






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