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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
tori di tale disciplina, una qualità cruciale è quella di imparare a lan-
ciarsi nell’ignoto mossi dalla curiosità di vedere cosa accadrà, fosse
anche un clamoroso disastro, piuttosto che lasciarsi paralizzare dalla
paura, impedendo a qualsiasi cosa di accadere. Per lo stesso motivo,
il lavoro sul gruppo rappresenta un altro pilastro dell’improvvisa-
zione teatrale moderna. Per scegliere di salire su un palco e creare
un intero spettacolo dal nulla è importante, oltre a una certe dose
di incoscienza, sapere di essere pronti a lavorare e sostenersi a vi-
cenda, come una squadra che lavora per un obiettivo comune. Ed
è forse per questo motivo che, due dei format di improvvisazione
attualmente più diffusi al mondo, quali il Match di Improvvisazione
Teatrale® e il Theatresports©, nati entrambi nel 1977 in Canada, il
primo in Quebec da un’idea di Robert Gravel e Yvon Leduc, il se-
condo a Calgary, grazie a Keith Johnstone, abbiano entrambi evi-
denti richiami sportivi al loro interno.
A distanza di quarant’anni dalla nascita di questi due spettacoli,
tuttora di grande richiamo per il pubblico, il panorama dell’improv-
visazione teatrale ha continuato a crescere ed evolversi. Oggi, anche
nelle principali città d’Italia, il quadro si presenta vario e vivace.
Con diverse scuole e compagnie che portano avanti il loro percorso
nell’improvvisazione e contribuiscono, ciascuna con i propri spetta-
coli e la propria visione, alla crescita e alla diffusione di questa di-
sciplina.
In questo panorama, per tornare all’inizio del discorso, quella che
più di dieci anni fa per me doveva essere una semplice lezione di
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