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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly

















                                            basti ricordare come alla tragedia greca si contrappose il teatro co-
                                            mico (VI sec. AC), con l’utilizzo di doppi sensi, imitazioni, espres-
                                            sioni tra il volgare e l’informale che libera, per sua stessa natura,
                                            ciò che “in condizioni normali” non considereremmo possibile,
                                            anche offensivo; la risata libera tutto ciò ed ecco perché fa bene,
                                            il cinema ne è poi conferma recente. Alcuni fotogrammi cinema-
                                            tografici rendono meglio di ogni ulteriore commento ciò di cui
                                            stiamo parlando.



































                                            Umberto Boccioni (1882 – 1916)
                                            “La risata”

                                            1911 New York, The Museum of Modern Art

                                            “La risata” raffigura un gruppo di femmine e di viveurs che conversano molto
                                            allegramente intorno ad una tavola di caffè mentre una delle donne, che sono
                                            tutte  vestite  bizzarramente,  prorompe  in  una  risata  scrosciante  e  questa  si
                                            comunica  intorno.  La  scena  è  vista  con  acutezza  e  rappresentata  con  una
                                            pittura di efficacia irresistibile: l’effetto è dovuto in gran parte alla violenza del
                                            colore, al ravvicinamento accecante di toni fortissimi e luminosi: nel centro del
                                            gruppo un’enorme piuma gialla sembra un fuoco d’artifizio” (Nino Barbantini).
                                            In occasione del corso della Conferenza di Roma del maggio 1911 sulla Pittura
                                            Futurista, Umberto Boccioni dichiarò che lo stato d’animo del riso, posto nella
                                            complessità della vita contemporanea, rappresenta una fase successiva rispetto
                                            al  Lutto  nell’elaborazione  della  pittura  degli  stati  d’animo,  “nucleo  centrale
                                            della pittura futurista”.

                                            (da Associazione di Promozione Sociale Accademia della Risata)
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