Page 7 - Layout 1
P. 7
Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
basti ricordare come alla tragedia greca si contrappose il teatro co-
mico (VI sec. AC), con l’utilizzo di doppi sensi, imitazioni, espres-
sioni tra il volgare e l’informale che libera, per sua stessa natura,
ciò che “in condizioni normali” non considereremmo possibile,
anche offensivo; la risata libera tutto ciò ed ecco perché fa bene,
il cinema ne è poi conferma recente. Alcuni fotogrammi cinema-
tografici rendono meglio di ogni ulteriore commento ciò di cui
stiamo parlando.
Umberto Boccioni (1882 – 1916)
“La risata”
1911 New York, The Museum of Modern Art
“La risata” raffigura un gruppo di femmine e di viveurs che conversano molto
allegramente intorno ad una tavola di caffè mentre una delle donne, che sono
tutte vestite bizzarramente, prorompe in una risata scrosciante e questa si
comunica intorno. La scena è vista con acutezza e rappresentata con una
pittura di efficacia irresistibile: l’effetto è dovuto in gran parte alla violenza del
colore, al ravvicinamento accecante di toni fortissimi e luminosi: nel centro del
gruppo un’enorme piuma gialla sembra un fuoco d’artifizio” (Nino Barbantini).
In occasione del corso della Conferenza di Roma del maggio 1911 sulla Pittura
Futurista, Umberto Boccioni dichiarò che lo stato d’animo del riso, posto nella
complessità della vita contemporanea, rappresenta una fase successiva rispetto
al Lutto nell’elaborazione della pittura degli stati d’animo, “nucleo centrale
della pittura futurista”.
(da Associazione di Promozione Sociale Accademia della Risata)
7

