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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly



          PROFESSIONI E FORMAZIONE





           anni hanno cercato di chiarire quali sono le pa-   degli  orari  e  della  tipologia  dei  pasti  dettati
           tologie e i rischi a cui più frequentemente il la-  dalle esigenze lavorative determina nei lavoratori
           voratore  notturno  o  turnista  va  incontro  nel  turnisti un aumento dell’insorgenza di disturbi
           breve o lungo periodo.  In particolare, si può     digestivi rispetto ai lavoratori non turnisti (20-
           andare incontro ad alcune alterazioni e disturbi   75% vs 10-20%). Tra questi disturbi, i più fre-
           a breve/medio termine.                             quenti sono: alterazioni dell’appetito, dispepsia,
                                                              pirosi, dolori addominali, irregolarità dell’alvo
           In primo luogo, le alterazioni dell’assetto bio-   (stipsi), meteorismo e flatulenza.
           logico  (jet-lag): il  lavoro  notturno  determina
           un’inversione  del  normale  ciclo  sonno-veglia,  In quarto luogo, l’affaticamento, gli errori e gli
           poiché il lavoratore deve essere attivo nelle ore  infortuni: l’uomo è un animale diurno che, nelle
           in cui il suo organismo è “settato” per essere a   ore notturne, ha un fisiologico abbassamento
           riposo.  Più i turni notturni successivi sono nu-  dei  livelli  di  attenzione  e  un  più  accentuato
           merosi,  più  il  lavoratore  si  adatta  al  nuovo  senso di affaticamento. Questi fattori, uniti alla
           orario attraverso lo spostamento dei ritmi bio-    deprivazione del sonno, rendono il lavoratore
           logici, che tuttavia non si invertono mai total-   meno efficiente, facendo in modo che aumenti
           mente  a  causa  della  continua  rotazione  dei   la  possibilità  di  errori  e  infortuni.  Sebbene  i
           turni  diurni/notturni.  Il  soggetto  è,  pertanto,  dati  siano  ancora  controversi,  alcuni  studi  ri-
           esposto  a  uno  stress  continuo  e  sviluppa  una  portano, in effetti, più incidenti nei turni notturni,
           sintomatologia conosciuta come “jet-lag” (ma-      altri invece segnalano incidenti meno frequenti,
           lessere, affaticamento, sonnolenza e insonnia,     ma più gravi di notte.
           disturbi dispeptici e dell’alvo, riduzione dei livelli
           di vigilanza e di performance).                    In quinto luogo, il rischio tossicologico: il lavoro
                                                              a  turni  può  determinare  l’eccessivo  accumulo
           In  secondo  luogo, i  disturbi  e  patologie  del  delle sostanze tossiche; la loro espulsione, difatti,
           sonno: la desincronizzazione del ritmo sonno-      dipende dalla capacità e velocità dell’organismo
           veglia determina disturbi del sonno qualitativi    di  metabolizzarle  che  è  differente  a  seconda
           e  quantitativi.  Un’analisi  comparata  su  più  di  delle fasi della giornata.
           18000 turnisti di 11 paesi ha evidenziato disturbi
           del sonno nel 10-30% dei lavoratori giornalieri,   In sesto luogo, le problematiche di ordine sociale:
           nel  5-30%  dei  lavoratori  turnisti  senza  turni  il lavoro a turni, soprattutto se notturni, porta
           notturni,  nel  10-95%  dei  turnisti  a  rotazione  il lavoratore a trovarsi spesso fuori fase rispetto
           con  lavoro  notturno,  nel  35-55%  dei  turnisti  ai tempi sociali, per lo più organizzati in base a
           con  turno  fisso  notturno.  Nell’  International  ritmi giornalieri. Da un lato ciò permette al la-
           Classification of Sleep Disorders il Disturbo del  voratore di sfruttare il tempo diurno libero dai
           sonno da lavoro a turni (Shift Work Sleep Disor-   turni  per  le  esigenze  personali;  d’altro  canto,
           der) è stato recentemente inserito come entità     tuttavia, i turni interferiscono inevitabilmente
           nosologica caratterizzata da “sintomi di insonnia  con la vita sociale del lavoratore, rendendogli
           o sonnolenza eccessive che intervengono come       difficile mantenere le usuali relazioni affettive
           fenomeni transitori in relazione agli orari di la-  e familiari e costituendo un fattore di parziale
           voro”.  A  lungo  andare  tale  condizione,  può   emarginazione  sociale.  Tali  interferenze  dan-
           portare a sindromi neuro-psichiche quali l’affa-   neggiano  la  qualità  della  vita  del  lavoratore
           ticamento  cronico,  atteggiamenti  comporta-      (soprattutto se donna) in maniera maggiore ri-
           mentali negativi, ansia e depressione cronica.     spetto a quelle di carattere biologico e favori-
                                                              scono l’insorgenza di disturbi per lo più di tipo
           In terzo luogo, i disturbi digestivi: Il cambiamento  psicosomatico.


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