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SPECIALE SETTIMA
B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
Tiroide e alimentazione:
la parola alla nutrizionista
’alimentazione riveste una grande importanza nella cor-
retta funzionalità della tiroide. Essa è garantita soprattutto
Ldall’apporto alimentare di alcuni minerali, quali iodio, sele-
nio, ferro, magnesio e zinco, dall’apporto di un’adeguata quantità
di proteine, dalla presenza dell’aminoacido tirosina e delle vita-
mine A, B6, B12, C, D, E.
Iodio
La dieta deve essere bilanciata e varia e prevedere cibi contenenti
iodio, il cui apporto giornaliero deve essere pari a circa 150 micro-
grammi/die. Il fabbisogno di iodio aumenta in gravidanza, nell’al-
lattamento e nei bambini con meno di 3 anni. Infatti il fabbisogno
di Ilaria Pugliesi giornaliero di iodio della donna in età fertile è di 150 micro-
grammi, salendo a 200 microgrammi durante la gravidanza e l’al-
lattamento, mentre per un bambino è di 90 microgrammi, per un
adolescente di 120 e per un uomo adulto di 130 microgrammi.
Gli alimenti ricchi in iodio sono pesci di mare, alghe di mare e cro-
stacei, anche se discrete quantità sono presenti nelle uova, nel
latte, nella carne. Il contenuto di questo elemento nella frutta e
nella verdura dipende soprattutto dalle caratteristiche del terreno
di coltivazione. Tra i cibi vegetali abbiamo i broccoli, gli spinaci, le
rape, i funghi secchi (18 microgrammi), le bietole, le carote (8 mi-
crogrammi). Lo iodio è inoltre contenuto negli asparagi, nell’aglio,
nei semi di sesamo e, tra la frutta, nelle fragole, nelle pesche, nell’
anguria e nei mirtilli; anche per questo viene raccomandato un ele-
vato consumo di frutta e verdura, che dovrebbe sempre essere alla
base di un’alimentazione sana. Le persone che non consumano fre-
quentemente i suddetti alimenti, pertanto, dovrebbero avvalersi
dell’utilizzo di sale iodato.
Esistono anche alimenti in grado di svolgere un effetto negativo
sul metabolismo dello iodio e quindi nocivo sulla salute della ti-
roide. Si tratta di cibi vegetali appartenenti alla famiglia delle cru-
cifere, come la colza, i cavoli, le rape, il crescione, la rucola, il
ravanello e il rafano, oltre ad alimenti quali gli spinaci, la soia, il
miglio, la tapioca, la lattuga. Inoltre, ricordiamo che il latte degli
animali che si nutrono di questi vegetali può contenere tracce di
tali principi attivi. D’altro canto per scongiurarne qualsiasi effetto
sul metabolismo dello iodio è sufficiente sottoporli a cottura. In
definitiva tali alimenti non devono essere motivo di preoccupa-
zione, salvo loro consumo a crudo e in corrispondenza di carenze
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