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SPECIALE SETTIMA
B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
Tiroide e problemi
nutrizionali
a tiroide è una ghiandola a secrezione interna collocata
nella regione anteriore del collo e secerne gli ormoni
Ltiroidei T3 e T4. Per il proprio funzionamento la tiroide ne-
cessita dell’assunzione alimentare di alcuni elementi, come ad
esempio lo Iodio, che è parte integrante della struttura ormonale.
La carenza di Iodio può determinare modificazioni sia strutturali
che funzionali della tiroide, come un aumento di volume della
ghiandola accompagnato spesso da formazione di noduli e una ri-
dotta produzione ormonale con un quadro di ipotiroidismo. L’ipo-
tiroidismo è caratterizzato da una serie di segni e sintomi quali
astenia, aumento di peso, anemia, ipercolesterolemia, bradicardia,
perdita di capelli, infertilità che possono essere corretti da una
adeguata supplementazione di Iodio. Tale supplementazione deve
di Raffaella Pajalich però essere effettuata sotto stretto controllo medico perché un
eccesso di Iodio può indurre un effetto paradosso con rallentamento
della funzionalità tiroidea o al contrario una patologica e incon-
trollata attivazione della tiroide stessa, cioè una condizione di
ipertiroidismo. Possiamo quindi utilizzare il sale iodato, ma una
assunzione di Iodio tramite integratori o prodotti vegetali deve
essere effettuata secondo una precisa indicazione medica.
La tiroide può risentire del carente assorbimento di nutrienti
anche in seguito a malattie da malassorbimento, prima tra tutte
la celiachia o morbo celiaco. La celiachia è una intolleranza al
glutine presente in alcuni cereali (frumento, orzo, segale, avena,
farro) che può portare a un danno dell’intestino tenue con atrofia
dei villi, iperplasia delle cripte e infiltrato linfocitario. La sintoma-
tologia è caratterizzata da gonfiore e dolore addominale, nausea
e vomito, diarrea, dimagrimento. La diagnosi viene effettuata at-
traverso il dosaggio di specifici anticorpi accompagnato dalla
biopsia intestinale e la terapia si basa sull’eliminazione del glutine
dalla dieta. Il morbo celiaco è frequentemente associato alla
tiroidite cronica autoimmune, nella quale sono presenti anticorpi
antitiroidei con conseguente danno tissutale e ipotiroidismo.
Infatti, in soggetti geneticamente predisposti, il glutine può
indurre la formazione di anticorpi non solo contro la parete inte-
stinale, ma anche di autoanticorpi che coinvolgono il tessuto
tiroideo con elevata prevalenza di tiroidite cronica autoimmune
in pazienti celiaci, così come nei pazienti con tiroidite cronica è
presente una elevata prevalenza di diagnosi di morbo celiaco.
È importante sottolineare come una dieta priva di glutine possa
indurre una riduzione della produzione di anticorpi antitiroidei,
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