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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
Il significato della musica
Editoriale a musica è stata sin dall’origine sottoposta a costanti e recipro-
che ‘contaminazioni’ con le altre forme d’arte, attraverso il pen-
Lsiero filosofico, politico e scientifico, concorrendo a connotare il
disegno evolutivo dell’umanità.
La musica la si può immaginare come un prisma dai molteplici lati attra-
verso i quali è possibile osservare le diverse discipline che si fondono in
essa ovvero che ne contaminano l’essenza. Musica è suono, ma anche ru-
more: tra i tanti esempi basti pensare George Gershwin (1898-1937) e, in
specie, alla sua “An American in Paris”, un poema sinfonico dove, accanto
all’introduzione del sassofono quale strumento orchestrale, hanno in-
gresso i rumori dei taxi parigini. Si narra che lo stesso autore ebbe ad ac-
quistare i clacson a Parigi per poi utilizzarli a New York nella composizione.
Musica è espressione artistica, ma anche suono funzionale ad altre esi-
genze: sottolineo come la musica sia stata utilizzata anche per infondere
coraggio e coesione ai soldati in battaglia o finanche per indurre un mi-
glioramento nella produzione delle mucche da latte...
Musica può essere il risultato di essenzialità espressiva come nell’ipotesi
di Paola Grilli
dell’aborigeno australiano che percuote un tronco vuoto, ma anche ri-
sultato di una manipolazione ipertecnologica di suoni digitali.
La musica è simbolo dell’establishment, vedasi gli inni nazionali, ma
anche dei movimenti rivoluzionari. La definizione sufficientemente com-
prensiva della musica è forse quella che rinviene in essa il risultato arti-
stico di una espressione sonora.
La musica è e sarà espressione di sentimenti importanti come l’amore;
non per niente alcuni brani ci ricordano incontri sentimentali, goliar-
dici… Un tempo si usava dedicare brani musicali, suonati all’impronta,
alla propria amata, le cosiddette “serenate”!
La musica come arte, se non altro, risulta coerente sotto il profilo eti-
mologico (ma non solo): il termine greco antico “musikè” deriva dalla
sostantivizzazione dell’aggettivo “musikòs” che significa “proveniente
dalle muse” ovvero “appartenete al contesto del poetico”. Definizione
che appare coerente anche con quella offerta dopo oltre un paio di in-
tensi millenni da Schopenauer: “La musica è la vera lingua universale
che viene compresa ovunque. Essa non parla di cose, ma soltanto di gioia
e di dolore, che sono le uniche realtà per la volontà: perciò essa parla
così intensamente al cuore, mentre nulla ha da dire alla testa”.
Tuttavia la musica sembrerebbe nascere, in senso matematico, da una al-
ternanza di numeri che nel cosmo produrrebbe una melodia cosiddetta
angelica. Alcuni filosofi la interpretavano come armonia dell’insieme!
I Pitagorici nel V sec. a.C., trovarono che i differenti toni di una scala sono
legati ai rapporti tra i numeri interi. Il rapporto fra matematica e musica è
sempre stato molto stretto: il linguaggio di entrambe deve essere studiato
e non è intuitivo ed entrambe richiedono un pizzico di genialità per rag-
giungere risultati elevati. Le due discipline sono così legate che, nel sistema
del sapere medioevale, la musica faceva parte del Quadrivium, insieme ad
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