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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly

















                                            città  di  Zara  in  Croazia  progettando  un’opera  chiamata  “Sea
                                            Organ”, un organo che viene azionato dalla pressione dell’acqua
                                            marina.
                                            Il  progetto  prevede  sette  gradoni  di  marmo  per  un  lunghezza
                                            totale  di  70  metri  dove  sono  istallati  dei  tubi  di  polietilene  di
                                            sezione e lunghezza ed inclinazione diversa in modo tale che, con
                                            l’infrangersi  delle  onde,  l’acqua  e  il  vento  penetrando  nei  tubi
                                            generano  suoni  sempre  diversi,  che  raggiungono  gli  spettatori
                                            tramite dei fori posti in determinate posizioni, sotto le sedute.
                                            Il  progetto  è  stato  anche  l’occasione  di  riqualificazione  di  un
                                            tratto del lungomare, che era rimasto abbandonato dopo la ri-
                                            costruzione della città dopo la guerra. Al posto di un muraglione
                                            di  cemento  sorgono  una  serie  di  terrazze,  che  si  avvicinano  al
                                            mare, accessibili ai visitatori, unendo ancora una volta architettura
                                            e musica.
                                            Gli  architetti  Mike  Tonkin  e  Anna  Liu,  hanno  invece  ideato  il
                                            “Singing Ricing Tree”, una scultura realizzata attraverso la sovrap-
                                            posizione  di  tubi  di  acciaio  di  lunghezza  variabile  sovrapposti
                                            seguendo una forma a spirale, che si allarga aumentando l’altezza.
                                            L’opera è inserita nel progetto “Panopticons” che prevede il po-
                                            sizionamento di varie sculture nei punti più alti delle colline della
                                            zona del Lancashire, nel nord-ovest dell’Inghilterra. “L’albero che
                                            suona” si trova in una zona molto ventosa ed è proprio il vento
                                            che entrando nei tubi si trasforma in un suono sempre diverso a
                                            seconda della provenienza e dell’intensità.
                                            L’utilizzo degli elementi naturali per suonare attraverso l’architettura
                                            è  un  metodo  antico.  La  famosa  “Fontana  dell’Organo” a  Villa
                                            d’Este a Tivoli, capolavoro rinascimentale, oltre ad essere celebre
                                            per  le  sue  decorazioni  è  stata  chiamata  così  perché  l’edicola
                                            centrale  progettata  dal  Bernini  protegge  un  organo  idraulico.
                                            L’acqua della fontana in parte viene incanalata in una cavità sot-
                                            terrane per azionare il mantice, che produce un soffio d’aria che
                                            fa suonare le canne dell’organo. Un altro getto d’acqua avvia una
                                            ruota dentata il cui movimento aziona i tasti dell’organo.
                                            Ancora una volta una struttura architettonica che ha al suo interno
                                            celato un sistema capace di far uscire melodie, un altro esempio di
                                            integrazione di architettonica e musica.
                                            Progetti antichi a reinterpretazioni contemporanee da cui derivano
                                            queste “sculture musicali”, nate dallo studio della struttura degli
                                            strumenti musicali, della morfologia, dei materiali, ma anche dal-
                                            l’interpretazione del contesto e la creatività degli artisti, che le
                                            hanno progettate.



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