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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
Vi è anche una grossa fetta di pazienti che si rivolgono al chirurgo
plastico per esigenze professionali, vero?
La chirurgia plastica è diventata anche una chirurgia “lavorativa”…
ad esempio, il lifting, che fino ad una ventina di anni fa era appan-
naggio delle donne più avanti con gli anni, oggi è molto richiesto
dalle professioniste – avvocatesse, commercialiste, etc - trentacin-
que-quarantenni, che devono “competere” in ambito lavorativo
con donne più giovani, allo stesso tempo preparate e belle; da qui
ne nasce una crisi e l’esigenza di affermarsi nel proprio campo non
solo con la bravura, ma anche con un’apparenza più “aggressiva”
e competitiva.
Si è abbassata anche l’età delle/dei ragazze/i che chiedono l’aiuto
del chirurgo estetico, vero?
Beh si, già dai 16-17 anni si comincia con liposculture, poi dai 18 la
chirurgia del seno è quella più richiesta.
Nel caso dei/delle pazienti più giovani, i genitori come si pongono
nei confronti della chirurgia estetica?
I genitori spesso contrastano il desiderio delle figlie di modificare
il proprio aspetto, a volte a ragione, a volte a torto. Se, infatti, la
chirurgia viene fatta con buon gusto ed intelligenza, senza cadere
nell’ossessione, può aumentare la fiducia in se stessi e risolvere
delle insicurezze che rendono infelici.
Parlavamo prima dell’ossessione ormai dilagante della chirurgia
plastica; questo porta chiunque ad affidarsi al chirurgo “miglior
offerente” pur di sottoporsi all’intervento. Spesso ci si affida, tut-
tavia, a persone non qualificate che portano a risultati disastrosi
dal punto di vista estetico e anche pericolosi dal punto di vista
della salute. Le capita di trovarsi davanti persone sfigurate o co-
munque mal operate da personale non esperto?
Consideri che il 90% degli interventi che faccio è una chirurgia se-
condaria. Ciò significa che, purtroppo, sono tanti i colleghi o sedi-
centi tali che non lavorano bene o che lavorano in strutture non
adeguate. Poi c’è il problema di chi promette i miracoli, ma la chi-
rurgia estetica non fa miracoli. Quando si tratta di avere a che fare
con la bellezza, con l’immagine del proprio corpo, il rischio di es-
sere vittime di speculazioni è alto, anche perché i pazienti che vi-
vono il complesso del proprio difetto fisico sono psicologicamente
più fragili. È indice di professionalità, quando si ritiene la richiesta
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