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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
La tiroide nell’arte.
Indagine medico-artistica
Cultura e Società n medico percepisce il corpo umano in maniera diversa
da chi ha occupazioni differenti: ha imparato a discrimi-
Unare ciò che è sano da ciò che è malato e ad allertarsi di
fronte a determinati segni. Tale abilità e predisposizione profes-
sionali possono essere utilizzate in situazioni extra-lavorative, come
ad esempio il giudizio e l’analisi dei dipinti.
Difatti, medici che osservano il corpo umano rappresentato in un
quadro possono più facilmente notare caratteristiche che sfuggono
ad altri - compresi gli storici dell’arte - che vedono lo stesso dipinto.
Deformità apparenti o segni di patologia possono attrarre l’atten-
zione di suddetti professionisti che devono però necessariamente
fare un distinguo tra ciò che è un tratto stilistico e ciò che è un
tentativo da parte dell’artista di essere il più possibile attinente
alla realtà nel rappresentare le condizioni mediche presenti del
modello/modella. L’estrema varietà degli stili artistici e l’incertezza
riguardo alla conoscenza anatomica in ambito medico di ciascun
di Davide Lazzeri pittore presenta infatti seri problemi di interpretazione delle de-
formità visibili nel campo dell’arte. Perciò questa tipologia di in-
dagine medico-artistica deve rimanere in qualche modo specula-
tiva, sebbene, quando fatta attentamente, possa comunque
produrre risultati interessanti ed informativi.
L’osservazione di malattie e deformità nei dipinti e nelle sculture
suscita grande interesse negli operatori medici abituati ad osservare
anomalie anatomiche soprattutto nelle opere prodotte a partire
dal periodo Rinascimentale quando il crescente interesse per la
dissezione anatomica diretta sui cadaveri permise agli artisti di di-
ventare estremamente abili nel rappresentare l’anatomia normale.
Il gozzo nei dipinti
Tra le patologie più frequentemente riscontrate nei dipinti a cavallo
dei secoli vi è sicuramente il gozzo tiroideo, sia per l’alta incidenza
di carenza endemica di iodio in numerose aree geografiche in
quell’epoca storica, sia perché l’affezione riguarda una parte del
corpo, il collo, esposta e quindi ben visibile. Quasi la totalità dei
gozzi sono stati dipinti accidentalmente dal pittore nell’atto di ri-
produrre fedelmente la realtà che aveva davanti, ovvero una mo-
della affetta da gozzo, che nella maggioranza dei casi era causato
da carenza endemica di iodio. Assai meno frequentemente, un
gozzo accidentale poteva essere dovuto ad altre cause come una
tiroidite post-partum e ancor più raramente a difetti della biosintesi
di ormoni tiroidei (disormonogenesi).
In una minoranza di quadri si suppone che il gozzo sia stato deli-
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