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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
beratamente incluso dall’artista nella composizione con uno scopo
stilistico ben preciso e non dipinto involontariamente. In questi
casi il tentativo dell’artista era quello di evocare un’emozione spe-
cifica quale la pietà, la repulsione o di schernire il personaggio af-
fetto o addirittura indicare l’origine geografica del soggetto di-
pinto. In altri casi, il gozzo è stato utilizzato come segno di povertà
e basso rango sociale. Uniche sono infine le occasioni in cui il
gozzo è stato utilizzato autobiograficamente o perfino come at-
tributo erotico.
Il periodo artistico in riferimento spazia dal quattordicesimo al di-
ciassettesimo secolo, ovvero dal Rinascimento in poi, quando le
grandi innovazioni artistiche e prospettiche e gli studi di anatomia
umani condussero a lavori artistici realistici e sufficientemente
chiari da essere studiati. Il gozzo può essere intuito o sospettato
in lavori artistici precedenti a questo periodo, mentre è ben illu-
strato nelle opere rinascimentali e barocche e in appendice nelle
epoche artistiche successive. Successivamente, invece, con l’avvento
dell’Impressionismo, le tecniche cambiarono e i dettagli divennero
meno importanti. Contemporaneamente, l’utilizzo della fotografia
ridusse la necessità di avere dipinti conformi alla realtà circostante.
Per questi motivi e per il concomitante declino del gozzo da ca-
renza endemica di iodio almeno nelle aree dell’Occidente, il gozzo
viene rappresentato molto meno frequentemente nelle opere
d’arte.
Gozzo endemico
Il gozzo endemico da deficit di iodio era piuttosto comune in
molte aree dell’Europa nel passato, come l’Italia centrale e la Sviz-
zera, tanto da essere considerato alla stregua di un ornamento
nella sua forma lieve-moderata. Il gozzo compare spesso nei dipinti
di rinascimento e barocco a Firenze, ai piedi della regione mon-
tuose degli Appennini; raramente invece nelle opere dello stesso
periodo a Venezia, e nelle regioni marine ricche di iodio. Fino alla
pubertà, la prevalenza di gozzo da carenza di iodio è identica in
entrambi i sessi, dopodiché diventa maggiore nelle donne spie-
gando il motivo per cui la maggior parte dei gozzi è dipinta in
giovani donne.
La Madonna dell’Annunciazione di Parmigianino e la Giuditta di
Artemisia Gentileschi presentano un esempio gonfiore rotondo e
liscio nel collo tipico di gozzo endemico lieve e moderato-diffuso,
rispettivamente. Il gozzo compare in numerosi lavori di artisti ita-
liani come Leonardo, Raffaello, Botticelli, Pontormo, Bronzino e
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