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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
Figura 3. Figura 4.
vuole produrre con il suo disegno caricaturale in cui la presenza
del gozzo in questo caso si presume serva a prendere in giro lo
sfortunato possessore [Figura 6]. Caravaggio adotta un gozzo di
grandi dimensioni sia nella serva di Giuditta e Oloferne [Figura 7],
sia nella donna alla sinistra della composizione della Crocifissione
di Sant’Andrea [Figure 8], per sottolineare la sua umile provenienza
ed enfatizzarne la povertà sociale.
Gozzo autobiografico o accessorio erotico
Molto spesso gli artisti usavano ritrarre se stessi nel background
delle proprie opere. Sebbene non si tratti specificamente di un
gozzo autobiografico, il rigonfiamento del collo che Piero della
Francesca include nei personaggi in cui si autorappresenta nel di-
Figura 5. pinto Madonna della Grazia e anche nella Resurrezione di Cristo è
verosimilmente una cisti del dotto tireoglosso.
Appartiene ad un’epoca più moderna il dipinto di Ingres in cui
Angelica viene tratta in salvo da Ruggero [Figura 9]. Il gonfiore
del collo della donna simile ad un gozzo dà l’idea di un terzo seno,
corredato da capezzolo per l’effetto di protrusione verso l’esterno
della laringe. La carica erotica generale del dipinto viene incre-
mentata, così come accade per la Santa Caterina di Alessandria di-
pinta da Furini in cui il gozzo del collo produce una linea flessuosa
del collo che è utilizzata per completare la curvatura del suo avve-
nente seno [Figura 10].
Gozzo come tratto stilistico
Tra i numerosi motivi per i quali riscontriamo un alto numero di
gozzi in dipinti dell’epoca, è doveroso annoverare anche la possi-
bilità che l’artista abbia inserito deliberatamente il gonfiore del
collo per una motivazione puramente tecnico-stilistica. Esistono
pittori come per esempio van der Weyden, nei cui dipinti compare
Figura 6.
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