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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
del Sarto. Meno frequentemente ma pur sempre presente nei
lavori dei pittori Nord europei come Rubens, van der Weyden, van
Eyck, e Dürer. Il gozzo veniva riprodotto fedelmente anche in caso
di copia di un dipinto dello stesso autore. Il gozzo della figlia di
Pharao nella Ricerca di Mosè di Orazio Gentileschi è fedelmente
riportato nella seconda versione.
Gravidanza e tiroidite post partum
Sebbene la maggior parte dei gozzi di quel periodo siano da riferire
alla carenza endemica di iodio, è logico pensare che nelle innume-
revoli scene di Madonna con il Bambino, nelle quali il soggetto
femminile era ritratto con il collo rigonfio per gozzo, qualche caso
di tiroidite post-partum sia stato accidentalmente immortalato.
L’aumentata perdita di iodio del periodo gravidico o l’ingrossa-
mento asintomatico anche in aree a modesta carenza di iodio po-
trebbero essere altri motivi suggestivi che spiegano la presenza di
Figura 1. gozzo in modelle collocabili geograficamente in regioni senza ca-
renza endemica di iodio. La Madonna col Bambino dormiente [Fi-
gura 1] di Mantegna fa riferimento ad una regione tradizional-
mente non affetta da deficit di iodio. La donna, che porta un
bambino di un’età presumibilmente inferiore all’anno, presenta
un collo con una massa ovoidale protrudente che può essere un
residuo non autoimmune della gravidanza o più fantasiosamente
tiroidite post-partum.
Gozzo per disormonogenesi
Esistono alcuni autori che ipotizzano che siano stati dipinti casi di
disormonogenesi con gozzi evidenti in bambini che risultano diffi-
cilmente associabili a carenza di iodio. Due esempi sono stati dipinti
da Raffaello, nella Trasfigurazione di Cristo [Figura 2], e da Velaz-
quez, nella tela Gesù Cristo alla colonna [Figura 3].
Gozzo per enfatizzare particolari stati d’animo come pietà o re-
pulsione, per schernire o per sottolineare povertà o basso livello
sociale
Nel timpano della Cattedrale di Aosta il pastore sulla destra ha un
gozzo marcatamente multilobulato, che ha l’intenzione di suscitare
Figura 2.
pietà per tale povero e semplice personaggio [Figura 4]. Nella sua
Flagellazione di Cristo, Hans Holbein il giovane dipinge il tortura-
tore nello sfondo con un esteso gozzo multilobulare, quasi certa-
mente incluso per enfatizzare il suo aspetto brutale e repellente
[Figura 5]. Scopo sicuramente opposto di quello che Leonardo
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