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B UTTERFLY TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.
del paziente eccessiva, irrealistica o pericolosa, rifiutare di interve-
nire o posticipare l’intervento, eventualmente programmando
prima di esso altri tipi di cure. Bisogna guidare il paziente con tatto
verso l’intervento che gli è utile, accompagnando il consiglio sin-
cero del chirurgo a quello tecnico, spiegando le caratteristiche
dell’operazione e della convalescenza e descrivendo il risultato che
il paziente può ottenere.
Che consigli dare, quindi, ad un paziente che voglia scegliere il chi-
rurgo plastico a cui affidarsi?
Esiste in primis un discorso di specializzazione: affidarsi ad un chi-
rurgo plastico - e non ad un qualsiasi altro medico - garantisce che
questo abbia alle spalle una specializzazione in Chirurgia Plastica e
Ricostruttiva, cioè un percorso formativo di cinque anni in ambiente
universitario ed ospedaliero durante il quale si approfondiscono le
tecniche di chirurgia ricostruttiva riparatrice ed estetica. Questo cer-
tamente non vuol dire che gli specialisti in Chirurgia Plastica e Rico-
struttiva siano i più bravi, ma per lo meno sanno come uscire dalle
eventuali complicazioni. La specializzazione in chirurgia plastica non
è legalmente necessaria per svolgere l’attività di chirurgo estetico,
ma almeno indica che il chirurgo non proviene da altri settori della
medicina. Un vero professionista, poi, è di solito discreto e non si
pubblicizza facendo nomi dei pazienti vip e non da lui operati; è
raro che non parli inglese, essendo in inglese la maggior parte delle
riviste specializzate e la maggioranza dei congressi di aggiorna-
mento. Infine, ci si fidi dell’empatia instaurata fin dal primo incontro
con il medico: tra lo specialista e il paziente deve scattare un feeling
che permetta di sottoporsi all’intervento con tranquillità. Quando
tutto questo non succede il consiglio è di rivolgersi a qualcun altro...
Anche per i suoi colleghi più giovani, quali sono le doti che fanno
di un chirurgo plastico un vero professionista?
Ho imparato che l’umiltà è la qualità dei forti. L’avere sempre il
contatto con la realtà e non montarsi mai la testa è fondamentale
nel mio lavoro, come in ogni altro lavoro di grossa responsabilità.
Non bisogna farsi vincere dal delirio di onnipotenza. Quando una
donna ti affida il suo viso o un padre ti fa operare la figlia, capisci
che gesto grande fanno e devi dedicarti con tutta l’anima, la
scienza e la passione perché i loro sogni diventino realtà.”
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