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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly

















                                                                                ed  età,  compresi  gli  apparte-
                                                                                nenti  alle  forze  dell’ordine  e,
                                                                                non di rado, anche qualche loro
                                                                                “antagonista” (stando almeno
                                                                                all’apparenza).
                                                                                Fino a qualche anno fa, al ban-
                                                                                cone  del  cocomeraro  si  affac-
                                                                                ciava una porzione di umanità
                                                                                trasversale  che  sembrava  un
                                                                                sorta  di  scampolo  di  neorali-
                                                                                smo, un cast in pausa durante le
                                                                                riprese  di  “guardia  e  ladri”  o
                                                                                “ragazzi di vita” o ancora “ro-
                                                                                manzo criminale”.
                                                                                D’altronde l’eterogeneità delle
                                                                                persone  che  frequentavano  il
                                                                                cocomeraro  era  l’inevitabile
                                            conseguenza di un luogo generosamente aperto (in tutti i sensi).
                                            Proprio l’esatto contrario del c.d. locale esclusivo, una locuzione
                                            ormai di uso quasi corrente, ma non per questo impresentabile.
                                            Nonostante tutte queste virtù, immortalate finanche dal Pinelli e
                                            migliorate dall’appartenenza al tempo che fu, i cocomerari per le
                                            strade di Roma sono spariti.
                                            Di chi è la colpa di questo rapimento collettivo? Chi ha avuto il co-
                                            raggio e la forza di allontanare dalle strade di Roma quegli omac-
                                            cioni in “canotta” che cesellavano fette di cocomero con coltelli
                                            come alabarde?
                                            Se, per mera ipotesi, vi passasse per la mente il disegno di uno ze-
                                            lante amministratore pubblico con un malinteso senso del decoro
                                            urbano e dell’igiene dell’offerta gastronomica, vi saranno suffi-
                                            cienti poche frazioni di secondo per convincervi che siete in errore.
                                            Né i cocomeri sono stati oggetto, da quel che risulta, di azioni di
                                            aggiotaggio o sono stati sterminati da qualche strana epidemia.
                                            Il colpevole di questa sparizione va rinvenuto in quel subdolo, ma
                                            ormai quasi necessario elettrodomestico, solitamente posto da-
                                            vanti a un divano che ci dà la falsa illusione di poterci offrire lo
                                            svago di cui abbiamo bisogno.
                                            Grazie a un’offerta ricca e diversificata, la televisione ha piegato
                                            alle proprie necessità o sterminato gli stadi, i cinema, i teatri, le
                                            sale da concerto e da ballo e tutte le altre forme di intrattenimento
                                            e spettacolo.
                                            Anche i cocomerari, a modo loro, erano uno spettacolo.



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