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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly

















                                               smatici  di  T3,  T4  e  TSH  salivano  e  ritornavano  entro  i  limiti
                                               iniziali solo dopo vari giorni dalla fine della sessione di esercizio.
                                               Pertanto, mentre un’intensa ma breve attività fisica non è in
                                               grado di determinare modificazioni significative dei livelli pla-
                                               smatici degli ormoni tiroidei, prolungate sedute di allenamento
                                               portano ad un marcato aumento dei livelli di T3 e T4 come con-
                                               seguenza  dell’azione  del  feedback  positivo  sull’asse  ipotala-
                                               mo-ipofisi-tiroide. L’attività fisica protratta è dunque in grado
                                               di  influenzare  l’attività  biosintetica  della  tiroide  e  di  far
                                               aumentare i livelli di T3 e T4 senza però creare gli effetti tossici
                                               che avvengono in caso di ipertiroidismo.


                                            4. Rilassarsi nel percorso verso il benessere: si può trovare beneficio
                                               nello stretching mattutino e dalle lunghe passeggiate in riva al
                                               mare.


                                            5. Supportare lo sport con una dieta adeguata: allenarsi  tutti i
                                               giorni (o quasi) e seguire una dieta da 1300-1400 kcal  spalanca
                                               le porte  verso l’abbassamento cronico del  metabolismo.


                                            In conclusione, i soggetti con disfunzione tiroidea rappresentano
                                            un  sottogruppo  particolare  che,  nonostante  le  limitazioni  note
                                            (astenia, facile affaticamento etc.), traggono beneficio in termini
                                            di qualità di vita e di benessere psico-fisico da una attività fisica
                                            regolare. Il messaggio importante anche per i medici è, quindi,
                                            quello di rassicurare i pazienti che non esistono controindicazioni
                                            ad una regolare attività fisica a fronte di una minore performance
                                            rispetto ai soggetti con funzione normale.



























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