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B        UTTERFLY          TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.















                                            Una  cosa  che  mi  sono  sempre  chiesto,  come  fai  ad  entrare  nelle
                                            case?
                                            Semplice: dal comignolo, dove esiste -ed è certamente più facile-,
                                            negli altri casi sono costretto ad entrare dal camino della cucina;
                                            oggi in molti casi con gli aspiratori è sempre più difficile entrare, ed
                                            allora,  con  la  complicità  dei  bambini  viene  lasciato  aperto  uno
                                            spiraglio alla finestra, lascio i regali sotto l’albero di Natale, albero
                                            che  spesso  non  trovo  subito  se  le  luci  sono  spente,  in  ogni  caso,
                                            come la mia amica Befana, arrivo sempre di notte.


                                            So che sei, proprio in questo periodo, particolarmente impegnato e
                                            non  voglio  quindi  approfittare  oltre,  Ti  auguro  ogni  bene  ed  un
                                            buon lavoro, certo che resterai ancora con noi per molti, moltissimi
                                            anni.




                                            Intervista a... la Befana


                                            ...E per gli adulti che hanno ancora nel
                                            proprio intimo una nota di fanciullezza...




                        Le interviste       Signora  Befana,  Buona  sera  e  grazie  di  avermi  concesso  questa
                           impossibili      breve intervista.
                                            “Senta, caro Lei, non la mettiamo sul formale ed evitiamo di perdere
                                            tempo: lo sanno anche i sassi che rifuggo i formalismi e che sono
                                            piena di lavoro perché il 6 gennaio incombe”.


                                            Allora entriamo subito in argomento: come sono i bambini di oggi?
                                            “Mi chiedo chi le scrive i testi; ad ogni buon conto, a questa do-
                                            manda non propriamente nuova, rispondo che i bambini sono sem-
                                            pre gli stessi, anche se molto, anche per loro, è cambiato e non
                                            sempre in meglio; almeno qui da voi, quasi tutti mangiano bene e
                                            vestono meglio, hanno gli ospedali e le medicine giuste al bisogno,
                                            ma molto spesso sono abbandonati a loro stessi con un videogioco
                                            in mano, senza qualche amico che li aiuti a giocare e a sognare; il
                                            che è limitante anche per me ”

                            di Mario Rosati  In che senso?
                                            “Caro Lei, i bimbi di una volta erano più ingenui; il gradimento del
                                            giocattolo non passava per il valore economico o per l’alto livello
                                            tecnologico dell’oggetto; era sufficiente una confezione promet-
                                            tente, un colore sgargiante e l’entusiasmo era assicurato; ora, invece,


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