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B        UTTERFLY          TIROIDE, CULTURA E SOLIDARIETÀ.



















                                            costruzione  e  vuole  essere  una  affermazione  del  dominio  del-
                                            l’uomo sulla natura.
                                            All’ordinamento del giardino italiano presiede una norma unitaria,
                                            con rispondenze di “Simmetrie” nei volumi e nelle cadenze, ed un
                                            esatto determinismo di forme e di visuali. La composizione è serrata,
                                            ed in essa, ogni spazio è definito e nulla vi è lasciato libero al caso;
                                            il terreno è ridotto in forme geometriche regolari mediante terraz-
                                            zamenti e spiazzi tra loro collegati. La vegetazione e l’acqua appa-
                                            iono in forme artificiali e quasi mai nel loro aspetto spontaneo.


                                Villa D’Este.  Insomma un giardino dove è l’uomo a “comandare” sulla natura.
                                            Anche nel resto  d’Europa questa esigenza di predominio è così
                                            forte?
                                            Si e no: il giardino francese, diretto erede del giardino italiano, am-
                                            plia e dilata la concezione rinascimentale trasferendola su terreni
                                            ondulati e su grandi distese prospettiche. Estraneo a impulsi di or-
                                            dine sentimentale, esso mira ad effetti di grande concretezza, in
                                            aderenza allo spirito cartesiano, che vuole il giardino espressione
                                            di logica, di armonia, di intelligenza. Rispetto al giardino italiano,
                                            il giardino francese osserva un più rispettoso trattamento per gli
                                            elementi naturali, al fine di modellare la natura senza forzarla.

                                            Passando ad altre culture, invece?
                                            Il giardino arabo, a somiglianza del paradiso maomettano, vuole
                                            essere un luogo di delizie, atto ad accogliere in un ambiente in-
                                            timo, quanto di più bello la natura possa offrire e l’uomo sia in
                                            grado di creare; e così esso esprime con raffinata sensibilità una
                                            perfetta sintesi tra aspirazioni umane, arte ed ambiente naturale.


                                            Ma il concetto di giardino cambia con il tempo anche in Europa,
                                            vero?
                                            Certamente, basti pensare al giardino paesistico europeo del Set-
                                            tecento vuole essere una riproduzione artistica della scelta natura,
                                            presentata mediante una successione di scene, che devono appa-
                                            rire come aspetti accidentali del reale, lontani dunque da concetti
                                            di “simmetria”, ove la mano dell’uomo resti giudiziosamente na-
                                            scosta. Esso aspira ad un ideale di bellezza pura, tratta da elementi
                                            vivi della natura ed atta a stimolare la fantasia per suscitare grandi
                                            emozioni.








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