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Magazine ufficiale dell’Associazione Onlus Butterfly
Versailles.
E poi abbiamo la grande tradizione orientale dove il giardino è
luogo di meditazione.
Si, il giardino giapponese è la rappresentazione simbolica della
grande natura in un piccolo spazio; esso, nell’esprimere l’identità
tra uomo, cosmo e divinità, intende offrire l’ambiente adatto per
la meditazione e la preghiera. Per quanto di ispirazione paesistica,
questo tipo di giardino non vuole essere una riproduzione reali-
stica della natura, ma mira ad una rappresentazione di pura sug-
gestione astratta, attraverso una delicata sensibilità artistica, che
è il risultato di una raffinata educazione e di precise convenzioni
tradizionali.
In conclusione, quindi, come qual è il rapporto tra giardino, uomo
e natura?
Gli artisti e i grandi giardinieri che crearono i modelli insuperati di
Bagnaia (dove la simmetria occupa un ruolo da protagonista), di
Vaux le Vicomte, di Blenhaim e di Kioto, non chiesero alla natura
l’idea; essi interpretarono nei loro giardini l’ambiente naturale, se-
condo le istanze, il gusto e la sensibilità delle loro rispettive epoche.
E così il Vignola attinse al razionalismo umanistico del Rinasci-
mento (il cui sogno fu di far rivivere lo spirito del mondo antico,
con i suoi ideali di conoscenza e di bellezza condotti alla perfe-
zione nell’ Uomo Completo del Rinascimento, l’equilibrio mirabile
di pensiero, azione e principio di “simmetria” nel disegno dei giar-
dini), il Le Notre alla luminosa chiarezza del pensiero cartesiano, il
Brown al naturalismo sentimentale del Rousseau e Kobori Enshu
al misticismo della religione buddista.
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