
di Cristiana Graziani, architetto
“BLU ….”

Gli amanti in blu
Il colore blu è il colore più famoso del mondo. Sono moltissimi gli artisti che, nel corso della storia, hanno scelto questo colore come espressione della loro arte.
Il famosissimo pittore andaluso Pablo Picasso, in seguito alla tragedia della morte suicida dell'amico Carlos Casagemas, nel 1901 inziò il cosiddetto “periodo blu”, in cui, riducendo al minimo gli elementi decorativi, l'artista si affida all'utilizzo monocromatico di questo colore, come espressione di malinoconia ed inquietudine.
Nel 1909, a Monaco di Baviera, il gruppo formato da Vasilij Kandinskij, Franz Marc, Paul Klee, August Macke ed altri, in risposta all'esclusione del quadro “Il giudizio universale” di Kandinskij da una mostra, fondarono il “Der Blaue Reiter“, “il cavaliere azzurro” (o blu), nome che univa la passione di Kandinskij per il colore blu con quella di Marc per i cavalli.
Il pittore originario russo e francese di adozione, Marc Chagall usa il colore blu-violetto in molti suoi quadri, perché espressione di profondità.
Nel 1956 il noto artista francese, esponente del “Nouveau Réalisme”, Yves Klein, creò “la più perfetta espressione del blu”, così come la definisce egli stesso, una tinta oltremare satura e luminiosa, che brevetterà con il nome di “Internation Klein Blue” (IKB) e che, pur non essendo mai prodotto, rimane nel nostro immaginario ben riconoscibile.

Ai giorni d'oggi, il colore blu, oltre a continuare ad essere amato da molti artisti contemporanei, è stato scelto per una grande quantità di loghi famosi, da aziende di abbigliamento sportivo, a case automobilistiche, fino a noti social network o colossi dell’elettronica. Ve ne viene in mente qualcuno?
Il blu è anche il protagonista di una nota azienda svedese di mobili componibili.
Non solo il logo di forma rettangolare a sfondo blu con la scritta inscritta in un'ellisse gialla è uno dei loghi più riconoscibili al mondo, ma l'azienda ha addirittura applicato lo stesso tema alla progettazione degli edifici che ospitano i negozi, che sono dei parallelepipedi puri, senza elementi decorativi in cui risalta la famosa scritta gialla, proprio a richiamo del logo.
L'azienda nasce nel 1943, come rivenditore di piccoli articoli per la casa e decorazioni; successivamente vengono inseriti i primi mobili e nel 1958 viene aperto il primo negozio.
A partire da quel momento i mobili e gli accessori di questa azienda sono entrati nelle nostre case insieme ai loro nomi. Tutti sappiamo che quei nomi per lo più impronunciabili sono scandinavi, ma forse non tutti sanno che questi nomi sono stati scelti in modo tematico. Ad esempio sedie, tavoli e divani sono rinominati con località; gli accessori della cucina, con nomi di specie di pesci e funghi; i mobili da ufficio fanno riferimento ai nomi maschili e i tessuti a quelli femminili e i mobili da giardino sono ispirati alle isole scandinave.
Alcuni di questi nomi sono difficili da memorizzare, ma altri hanno addirittura sostituito i nomi dei mobili stessi.
E' molto difficile al giorno d'oggi trovare qualcuno che non abbia mai sentito questi nomi, che non conosca questa azienda e che non abbia mai acquistato un suo mobile o accessorio e sono altrettanto sicura che, oltre ad avere alcuni di questi mobili in casa, molti dei lettori avranno acquistato la famosa borsa “BLU”, che, per dover di cronaca, ha anche lei un suo nome proprio.


di Cristina De Santis
“OVUNQUE,FACCIAMO IL PIENO DI VITAMINA D”
Nel 1912 lo scienziato polacco Casimir Funk identificò dei composti organici essenziali per la vita dell’uomo, successivamente identificati con il termine di vitamine. Queste sono dei micronutrienti, in quanto ne sono sufficienti piccolissime quantità per garantire lo svolgimento della loro funzione nell’organismo. Molte vitamine (A, D, E, K, F) sono liposolubili, cioè il loro assorbimento a livello intestinale è sempre favorito dall'azione dei succhi biliari e vengono assimilate insieme agli altri lipidi. Tra queste, poniamo la nostra attenzione sulla vitamina D3, o calciferolo, la più importante delle cinque forme di vitamina D. Essa svolge molte funzioni fondamentali per l’organismo: regola il metabolismo osseo e le funzioni neuromuscolari; previene le patologie cutanee come la psoriasi; combatte i sintomi della depressione; previene, come recentemente dimostrato, le malattie autoimmuni, in quanto presente nel sistema immunitario, esattamente nel sistema TH2, ed infine ed è legata all’ipotiroidismo.
E’ molto importante quindi poter definire il valore del calciferolo di ogni persona, per poter attuare il trattamento personalizzato ad ogni situazione.
| nmol/l | ng/ml | interpretazione |
| <25 | <10 | Grave carenza |
| 25-50 | 10-20 | carenza |
| 50-75 | 20-30 | insufficienza |
| 75-125 | 30-50 | Range ideale |
| 125-375 | 50-150 | Possibili effetti indesiderati |
| >375 | >150 | intossicazione |
Ricordiamo che il fabbisogno giornaliero di vitamina D3 varia in base a diversi fattori:
- 10 microgrammi: per i neonati dai 6 agli 11 mesi di età, gli adulti e gli anziani fino ai 70 anni,
- 15 microgrammi: per le donne in gravidanza e in allattamento, i bambini a partire dal primo anni di età, gli adolescenti e gli anziani oltre i 70 anni.
Esistono in commercio numerosi farmaci che permettono di ottenerne valori ottimali per ogni esigenza funzionale, ma non dimentichiamo che i farmaci non sono privi di effetti collaterali, quindi perché non approfittare di ciò che ci dona Madre Natura? Ebbene si, perché essa infatti è prodotta nella pelle grazie all’azione dei raggi UVB, ma solo ad alcune condizioni:
- luce diretta, non dietro a vetri o finestre;
- nelle ore in cui il sole è più alto, tra le 11 e le 15;
- da marzo a settembre (in Italia);
- senza nuvole e con poco inquinamento atmosferico;
- senza protezione solare.
La vitamina D è infatti definita la vitamina del sole, in quanto per soddisfare circa l'80% del fabbisogno giornaliero di vitamina D3 basterebbe esporsi al sole per almeno 15 minuti, tenendo presente che le persone di carnagione chiara, a parità di esposizione, producono più vitamina D di quelle di carnagione scura.
Credo sia doveroso fare una considerazione: i popoli del nord, come ad esempio quelli scandinavi, non hanno troppa disponibilità di sole, infatti in inverno si intravedono bagliori di luce per appena tre ore, dalle 9 alle 12. Situazione opposta in estate, quando anche dopo il tramonto la città è illuminata dai raggi solari, famoso infatti è il sole di mezzanotte.
Nella stagione invernale, quindi, queste popolazioni faranno affidamento su un’altra fonte naturale di vitamina D, la dieta. L'altro 20% di fabbisogno, infatti, può essere soddisfatto attraverso la giusta alimentazione. I cibi che ne sono più ricchi sono: l’olio di fegato di merluzzo, i pesci grassi come il salmone e le aringhe, il caviale, il pesce azzurro (sardine, alici, sgombri), le uova, i funghi, la soia e derivati, i frutti di mare (cozze, ostriche, vongole), il latte ed i suoi derivati (per chi li tollera), il fegato e le verdure verdi.
Alcuni di questi alimenti sono però da evitare nei tireopatici, ad esempio la soia e i derivati influenzano negativamente la conversione della levotiroxina; coloro che sono affetti da tiroidite, poi, dovrebbero evitare di assumere il pesce di mare e il sale iodato, sale in cui vi è l’aggiunta di 30 microgrammi di iodio ogni chilogrammo, in quanto lo iodio essendo il costituente degli ormoni tiroidei agirebbe come la benzina sul fuoco, andrebbe a stimolare una ghiandola che ha difficoltà a svolgere la sua funzione di sintesi inducendola a sfiancarsi e a predisporla alla formazione di nodularità.
Coloro che soffrono di patologie tiroidee, quindi, devono sempre valutare il quantitativo di vitamina D3 nel loro organismo, essendo questa vitamina essenziale per la funzionalità della ghiandola, tanto che il trattamento farmacologico potrebbe non funzionare senza l’adeguata presenza di vitamina D.
Bibliografia:
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Oya Ercan, Mine Kucur, 1İstanbul University Cerrahpaşa Faculty of Medicine, Department of Pediatric Endocrinology, Department of Public Health, Department of Biochemistry, İstanbul, Turkey, Vitamin D Deficiency and Hashimoto’s Thyroiditis in Children and Adolescents: a Critical Vitamin D Levelfor This Association? J Clin Res Pediatr Endocrinol 2015;7(2):128-133 DOI:10.4274/jcrpe.2011
- Jing Liu, MBBS, Yushu Li, MD, PhD, Renee Wang, MBBS, Wei Miao, MBBS, Haixia Guan, MD, PhD, Zhongyan Shan, MD, PhD, and Weiping Teng, MD, Lower Serum 25-Hydroxyvitamin D Level is Associated With 3 Types of Autoimmune Thyroid Diseases, Medicine observational study
- Jiying Wang, Shishi Lv, Guo Chen, Chenlin Gao, Jianhua He, Haihua Zhong and Yong Xu, Department of Endocrinology and Metabolism, Affiliated Hospital of Luzhou Medical College, Luzhou China, Review Meta-Analysis of the Association between Vitamin D and Autoimmune Thyroid Disease, Nutrients 2015, 7, 2485-2498; doi:10.3390/nu7042485
- SIDeMaSt, LINEE GUIDA E RACCOMANDAZIONI 2015, Deficit di VitaminaD in Dermatologia
- SIOMMS, Societa Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, S. Adami, E. Romagnoli , V. Carnevale, A. Scillitani, A. Giusti, M. Rossini, D. Gatti, R. Nuti, S. Minisola, Unità di Reumatologia, Dipartimento di Medicina, Università di Verona; Dipartimento di Medicina,Università La Sapienza, Roma; Unità di Endocrinologia, Ospedale S. Giovanni Rotondo, Foggia; Ospedale Galliera, Genova, Italia; Dipartimento di Medicina, Università degli Studi di Siena, Linee guida su prevenzione e trattamento dell’ipovitaminosi D con colecalciferolo Guidelines on prevention and treatment of vitamin D deficiency, Reumatismo, 2011; 63 (3): 129-147
Nota all’immagine

La vitamina D3, o colecalciferolo, la si chiama spesso “Vitamina del Sole” perché è grazie al sole che il nostro corpo è in grado di sintetizzarla e produrla. La sua importanza è correlata a vari aspetti quali la salute delle cellule, delle ossa, dei muscoli, del cuore, del cervello dei polmoni e inoltre offre un potente supporto al sistema immunitario che ci protegge dalle infezioni.
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