di Paolo Colonna
DI CORSA SULLA STRADA DEL CUORE
Sono ormai diventati una presenza costante della nostra vita quotidiana; la mattina presto, durante la pausa pranzo o dopo il lavoro percorrono le nostre strade, le piste ciclabili e i parchi cittadini con l'immancabile smartphone fissato al braccio e gli auricolari, trotterellando da soli o al massimo in coppia, in qualsiasi stagione, incuranti del caldo o della pioggia. Sono i "runners", una popolazione numerosa e in costante aumento , visto che una ricerca sostiene che un italiano su due corre almeno una volta al mese e il 17% 2-3 volte la settimana. La corsa è al quinto posto tra gli sport preferiti dagli italiani dopo fitness, calcio, nuoto e ciclismo e nel 2016 sono stati 39000 gli italiani che hanno completato almeno una maratona. I runners hanno un’età media di 43 anni per gli uomini e 39 per le donne; il 27% ha un'età compresa tra 25 e 34 anni, il 25% tra 35 e 44 anni, il 21% tra 45 e 54 anni, l'8% over 55.
Una rivista specializzata del settore ha delineato il profilo motivazionale del runners: scaricare le tensioni dopo una giornata pesante (41%), mantenere la forma fisica (39%), dimostrare a se stessi che le sfide si possono vincere (53 %).
La corsa induce nel runner un profondo benessere e talvolta un vero e propri stato di euforia, il "runner's high ", legato al rilascio di endorfine da parte dell'ipofisi durante uno sforzo prolungato.
Da un punto di vista cardiovascolare, un esercizio fisico regolare ha molteplici effetti benefici, sia migliorando il profilo del rischio di malattia coronarica con la riduzione del colesterolo LDL , dei trigliceridi e della glicemia e con l'aumento dell'HDL, sia direttamente a livello cardiaco con il miglioramento della funzione contrattile sistolica e diastolica e l’aumento del tono vagale. Inoltre, riducendo le resistenze periferiche e migliorando la funzione endoteliale contribuisce ad un migliore controllo della pressione arteriosa.
L' American Heart Association, in accordo con le correnti evidenze scientifiche che dimostrano come già con una attività fisica moderata si può ridurre la mortalità generale del 30% e quella cardiovascolare del 45%, ha pubblicato delle linee guida sull'attività fisica negli adulti che possono essere facilmente messe in pratica sia da chi vuole ottenere il massimo vantaggio dall'esercizio fisico senza incorrere in problemi dovuti al sovraffaticamento osteomuscolare, sia da coloro che, affetti da malattie come il diabete, l'ipertensione arteriosa o una pregressa ischemia miocardica, desiderano migliorare il proprio stato di salute attraverso i benefici dell'attività fisica.
“Insieme abbiam marciato un dì per strade non battute”

di Arianna Di Paolo

Così dice una delle canzoni scout che amo di più.
La Strada, che per noi Scout è metafora della vita. Chi non conosce il mondo dello Scoutismo Spesso ci chiede il perché noi scout passiamo molto tempo nella natura, nei boschi, in tenda, con il caldo o con il freddo.
“Ma non è meglio andare in albergo? Chi ve lo fa fare di mettervi a camminare per così tanti chilometri con gli zaini pesanti?.
Il vivere la natura per noi scout non è solo un esercizio di tecnica, ma ha un significato di crescita anche morale. Man mano che crescono, i nostri ragazzi vivono la natura in maniera sempre più totalizzante: i bambini dagli 8 agli 11 anni, i lupetti, dormono di solito in strutture “coperte” durante le Vacanze di Branco (cioè il campo estivo); i ragazzi del Riparto, che hanno un’età tra gli 11-12 e i 16 anni, dormono per quasi due settimane in tenda, cucinano sul fuoco e vivono l’esperienza della natura svolgendo le diverse attività in gruppi chiamati Squadriglie. Nella Branca successiva, chiamata Clan (per i ragazzi) o Fuoco (per le ragazze) e composta da giovani dai 16 al massimo 24 anni, la Strada diventa punto fondamentale del percorso formativo, insieme al Servizio, Comunità, Scelta di Fede e Scelta Politica. Quando con il Clan/Fuoco usciamo dalla città, lo facciamo principalmente per metterci in cammino, il più possibile a piedi, caldo o freddo che sia. Ed infatti “Route” è il nome che viene dato al “campo” di più giorni che ogni anno il Clan/Fuoco organizza insieme ai propri capi.
Route in francese significa “Strada” ed è una Strada figurata, quella della nostra vita appunto, ma anche una Strada reale, quella che percorriamo ogni volta che ci mettiamo in cammino con il nostro Clan.
D’estate, ma anche in primavera, autunno o inverno che sia, il Clan prepara l’attrezzatura, decide il percorso, si prepara nel corpo e nello spirito e si incammina per la Route.
La Route è il momento in cui ciascun membro del Clan mette alla prova se stesso ed è nel contempo il momento in cui il Clan saggia la sua unità. Camminare per sentieri montani, lontani dal rumore della città e immersi in un nuovo ritmo, quello della natura, che ci allontana dalla routine quotidiana e ci dona, finalmente, lo stato d’animo giusto per riflettere. Riflettere su noi stessi, sul percorso di vita che stiamo percorrendo; sugli obiettivi che ci siamo prefissati, quelli raggiunti, quelli che stiamo ancora perseguendo, quelli da cui ci siamo allontanati e che, invece, dovremmo riprendere a perseguire. Con il rumore dei nostri scarponi sul sentiero selciato che scandisce il ritmo dei nostri pensieri riusciamo a guardarci dall’esterno e ciascuno può vedere se stesso, un Rover o una Scolta, con la sua vita là davanti, la sua Strada da percorrere: “Dove sta andando questo ragazzo? I passi che sta muovendo lo portano verso la metà desiderata o se ne sta allontanando?”.
Poi c’è lo zaino, lo zaino pesante che indolenzisce le spalle e fiacca le gambe; c’è il sudore, per la salita che non finisce mai; c’è la pioggia che ci bagna, il sole che ci scotta, forse c’è anche la neve e il freddo. C’è la comunità dei Rover e delle Scolte, con la stanchezza, con i piedi che fanno male per le vesciche, con il fiato spezzato, con i limiti propri e della comunità intera che formiamo.
La Strada, noi e i nostri limiti. I limiti che conoscevamo già da tempo, i limiti che non sapevamo di avere prima che la Strada ce li mettesse davanti con i suoi ostacoli da superare.
La Strada, noi, i nostri limiti e le nostre risorse per superarli. Quando partiamo per una Route sappiamo che l’impresa sarà ardua, ma in noi arde la voglia di superare i nostri limiti; non siamo perfetti, ma cerchiamo di impegnarci facendo del nostro meglio per essere il più “perfetti” possibile: “del nostro meglio”, come dice anche il motto dei nostri lupetti.
E se avessimo un momento di sconforto? Se le nostre gambe si facessero troppo pesanti?
Ci sarà un fratello al nostro fianco a tenderci la sua mano, ad incoraggiarci: “Insieme abbiam marciato..”. Per la Route si parte con il Clan, quella comunità di Rover e Scolte insieme alla quale si cresce e si condividono gioie e fatiche.
Camminare a fianco di un fratello significa imparare a conoscerlo e a rispettarlo, conoscere i suoi punti di forza e le sue debolezze; significa saper capire quando è il momento di tendergli la mano per aiutarlo, significa rallentare il proprio passo e mettersi al suo, se necessario. Camminare insieme significa sapere che abbiamo un fratello a fianco che conta su di noi che portiamo parte del suo pranzo o parte della tenda in cui dormiremo insieme.
Camminare insieme significa anche sapere che non si è soli su quella Strada; sapere che c’è un fratello pronto a spronarci, pronto ad aiutarci se fossimo noi ad averne bisogno; sapere che anche lui, come noi, farà del suo meglio per non perdere le provviste comuni, per non dimenticare lungo il cammino l’altra parte della nostra tenda. Questo è il Clan: “una fraternità dell’aria aperta e del servizio”.
Una Route, se non è di cammino ma di servizio, è anche un modo concreto per mettere in pratica il motto del Clan/Fuoco: “Servire”. Il Clan/Fuoco mette a disposizione il proprio tempo e le proprie risorse per qualcun altro, si ricava uno spazio dedicato al donare propria opera e il proprio spirito a chi ne ha bisogno, forse anche con un po’ di stanchezza fisica ma con la consapevolezza di aver “lasciato il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”.
Una Route pone davanti al Clan/Fuoco degli obiettivi da raggiungere, mete che non sono state ancora raggiunte o che, seppur già conquistate, possiamo vedere con occhi nuovi.
Per questo, ogni anno ogni Rover e Scolte preparano lo zaino, controllano gli scarponi e si mettono in marcia verso gli obiettivi che li aspettano lassù, sulla cima di quel monte, così lontana a guardarla dalla valle, ma che passo dopo passo si farà sempre più vicina. E quando avranno conquistato la meta, dall’alto della cima potranno fermarsi e godere della morbida carezza del vento sul viso e riflettere sulla Strada percorsa; doneranno un sorriso ai propri compagni di Strada, riposeranno un po’… pronti a rinforcare lo zaino e mettersi in cammino verso nuove mete.
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