Cultura e Società


LA STRADA, UNA METAFORA

 

 

 

 

 

Pietro Graziani

 

 

 

 

 “Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare” con questa domanda Totò e Peppino a Milano, in Piazza del Duomo, si rivolgono ad un vigile urbano per tentare di capire quale strada percorrere per arrivare……, chiedono indicazioni su un percorso di cui essi stessi non hanno ben chiara la destinazione. Certamente è una delle più esilaranti battute di un sodalizio cinematografico ineguagliabile, ma che ci aiuta a capire la “Strada”  come un percorso da ricercare spesso non sempre chiaro, è come trovarsi nella vita ad un crocevia.

Uno dei più importanti Vocabolari della Lingua italiana, lo Zingarelli, alla voce “strada”, tra le altre, in modo armonico ci accompagna in un percorso perfetto quando ci dice che è un tratto di terreno spianato, talvolta lastricato, che permette la comunicazione tra più luoghi. Consente, una volta scelto, di andare da un luogo ad un altro, attraverso la buona strada, la strada giusta.

Ecco, dalle letture dello Zingarelli deriva - è lo stesso Vocabolario della lingua italiana che introduce la metafora della strada - la strada delle virtù contrapposta alla strada del vizio, così ancora parla di andare per la propria strada, trovare la giusta strada, andare fuori strada, bisogna tentare tutte le strade –oppure- non c’è altra strada, così come farsi strada.

Da queste poche, banali considerazioni, ritroviamo tuttavia il nostro linguaggio quotidiano quando, spesso, utilizziamo il termine strada per dare dei giudizi (è una donna di strada), per trarre delle conclusioni (ha scelto una strada sbagliata),  per trovare delle giustificazioni (che altra strada poteva prendere).

Oggi il termine viene anche utilizzato per descrivere ampiamente forme espressive di una forma d’arte che appunto definiamo “di strada”, ma che da sempre erano presen;, si parla di street art, così come un tempo, ma ancora oggi, si parlava e si parla dei “madonnari”, che utilizzavano i marciapiedi di una strada per rappresentare a gessetto, destinate a vivere tempi brevi, opere che si richiamano alla tradizione religiosa tratta spesso dalle opere di grandi pittori. Anche il cinema ha spesso utilizzato la strada come metafora e qui viene alla mente un grande film, del 1954, appunto “La Strada” di Federico Fellini, con Giulietta Masina, la mitica Gelsomina e Antony Quin, il mitico Zampanò; la storia, peraltro ispirata probabilmente ad un personaggio reale, narra la vicenda e il girovagare di saltimbanchi, con tutta la durezza del vivere la strada come palcoscenico.

 

     

LE STRADE DI ROMA OGGI !!!..........MA IERI ?

 

 

 

Renata Viola

 

 

 

 

 

Che dire sulle strade di Roma oggi, sono sotto gli occhi di tutti, ma ieri?

Le strade Consolari principali prendono il nome dal Console che ne ha voluto la realizzazione o dal loro scopo. Partono tutte dal Foro Romano nei pressi del Tempio di Saturno, dove nel II secolo a.C. Cesare Augusto fece erigere una colonna di marmo rivestita di bronzo dorato che rappresenta il chilometro zero, chiamata Miliario Aureo. Su di essa era riportata la lista delle maggiori città dell’Impero e lo loro distanze da Roma. Costantino chiamò questo monumento Umbelicus Romae.

 

In ordine di edificazione:

-Via Aurelia, da Roma a Ventimiglia;

-Via Cassia, da Roma a Firenze, prolungata fino a Pistoia;

-Via Flaminia, da Roma a Rimini;

-Via Salaria, da Roma a San Benedetto del Tronto;

-Via Tiburtina, da Roma a Pescara;

-Via Casilina, da Roma a Santa Maria Capua Venere;

-Via Appia, da Roma a Brindisi, conosciuta anche come Regina Viarum, la cui lunghezza, pari a 360 miglia romane, rappresentava il punto di collegamento per le rotte commerciali per la Grecia e l’Oriente; realizzata tra la fine del IV secolo – III secolo a.C. è una delle più grandi opere di ingegneria del mondo antico, fu ampliata e restaurata dagli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano ed Adriano. Nel Medioevo, pur abbandonata, divenne la via dei crociati; dal porto di Brindisi anche Federico II salpò nel 1228 per la Terra Santa. Va ancora ricordato come nel 71 a.C. circa seimila schiavi ribelli guidati da Spartaco (gladiatore e condottiero trace) furono catturati e crocefissi lungo la strada da Roma fino a Capua.

I Romani per scopi militari, politici e commerciali iniziarono la costruzione di lunghe strade il più possibile rettilinee in modo da minimizzare le distanze. Queste lunghe “autostrade” furono molto importanti per il mantenimento della stabilità e della espansione dell’impero Romano.

Le strade erano pensate per durare a lungo: prima di tutto veniva scavata una trincea profonda 45/60 centimetri, che veniva riempita con successivi strati di terra, pietra e sabbia fino a raggiungere il livello del terreno. Il tutto veniva cementato con la calcina e poi venivano incastrate grosse lastre poligonali di basalto o calcare e gli interstizi venivano riempiti di breccia; le più importanti strade venivano coperte di rena compatta per permettere alle bighe e ai cavalli di correre velocemente. Questo procedimento contribuiva a far sì che le strade rimanessero asciutte, in quanto l’acqua sarebbe filtrata attraverso le pietre invece di tramutare i terreni argillosi in fango. Talvolta ai lati vi erano anche dei marciapiedi lastricati.

Al momento della massima espansione dell’impero, la rete viaria romana misurava ottantamila chilometri, ripartiti in ventinove strade che si irradiavano da Roma verso la penisola e altre che toccavano tutti i territori dell’impero.

Le strade erano dotate di pietre miliari che indicavano la distanza in miglia dal Miliario Aureo. La parola moderna miglio deriva dal latino milia passum (mille passi che corrispondono a 1480 metri).

Il conteggio in miglia romane lungo le strade dell’antichità ha lasciato in eredità numerosi toponimi numerali italiani come: Secondigliano, Terzo, Tor di Quinto, Settimo milanese ed altri.

La mappa in marmo delle ramificazioni delle vie consolari era esposta nel Foro Romano. I Romani, viaggiatori antichi, non usavano carte stradali ma usavano L’itinerarium, la lista delle città che si incontravano lungo la strada.

Nel 44 a.C. vennero consultati tre geografi greci (Zenodoxus, Teodoto e Policlito) per compilare un itinerario maestro che venne scolpito nella pietra vicino al Pantheon.

Dopo 2000 anni le strade Romane di ieri sono ancora qui.

[su_button url="https://www.onlusbutterfly.org/le-rubriche-della-onlus-butterfly/" style="soft"]Torna indietro[/su_button]


Views: 61